5 febbraio 2010

MRT (modello relazionale triangolare)



Tra l'altro E. non ha mai tempo per parlare con me, il che mi fa riflettere abbastanza.
Io usavo l'email per compensare la mancanza di dialogo anche se spesso ci incontriamo, poi ho capito che ero fuori tempo. Bisogna simboleggiare il dialogo in uno spazio aperto ad eventuali testimoni che possano interagire meglio nella comprensione.
Il valore uno a uno, mi hanno spiegato, è inferiore al valore uno a mille. Per un fatto di possibilità. Certo, lo capisco questo punto di vista ma faccio fatica.

Io di amici ne ho pochi, cerco di dedicare loro del tempo, a volte li trascuro per doveri e mi spiace farlo ma credo di essere compresa. Poi ci sono le conoscenze, dove interagisco senza legami, spazio, tempo: ci sei oggi e domani chissà, non si sa. Al top ci sono le relazioni di famiglia che magari sono meno gratificanti degli amici ma le hai per contratto esistenziale.

Diciamo che lo vedo come un bel triangolo che insieme alle sinusoidi è il mio modello teorico preferito. Alla base ci metto i rapporti principali e la lunghezza è anche il tot di energia e tempo che ci dedico, poi dopo salendo trovo amici, conoscenti, sconoscenti e via dicendo.

Se costruisco il triangolo e scopro che un rapporto è nella base anche se non è importante (per il tempo + energia che dedico a questo rapporto) o trasformo il rapporto in importante oppure rettifico il dedicato.

Se costruisco un triangolo che ha la base invertita, ragiono au contraire.
Se costruisco un triangolo che è una retta verticale o orizzontale, sono monodimensionale.

Cioè, l'importante è saperlo e io lo so.

Scalza


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Modello teorico interessante, mi ricorda quello del mangiare il giusto, non so se conosci. O forse me lo sono inventato io e non l'ho ancora pubblicato, non so. Comunque volevo dire una cosa per me importante in proposito, che poi mi scordo, già lo so. Il punto è che se pure tu riuscissi a far adottare il tuo modello teorico a tutti quelli che sono in relazione con te, dovresti poi controllare che ognuno, in ogni suo triangolo, ti abbia collocato dove tu hai messo lui/lei nel tuo triangolo. E questo vale ovviamente per tutti gl iincroci di triangoli possibili. Ora tu capirai che è molto più semplice che ciò non accada e, secondo me, è lì che nascono i problemi. O meglio, i problemini, che poi alla fine è sempre meglio sdrammatizzare. O no?

scalzasempre ha detto...

boh io a sdrammatizzare son maestrale, però sai che ci avevo pensato alla doppia correlazione? secondo me è importante solo nei rapporti di base. X gli altri cosa capita capita, adesso ci faccio un bel disegno e poi lo posto

just a man ha detto...

solo 6 mesi,ricordalo...in fondo passano in fretta! :)

Anonimo ha detto...

Il modello si presta evidentemente molto bene ad una rappresentazione grafica dello stato e della evoluzione delle relazioni tra le persone. Servirebbe una scala dei valori di riferimento per una precisione maggiore, tipo un piano cartesiano, 'na carta millimetrata, qualcosa insomma su cui ciascuno adagia il suo triangolo. Poi ci si valuta, o meglio, precisiamo, ci si autovaluta nello stato e nelle intenzioni di variazioni dello stato, perché trattandosi di una applicazione di discrezionalità abbastanza spinta, è meglio farlo in auto. Vabbè, mi sto incartando nella carta millimetrata. Cia'!

scalzasempre ha detto...

mica è detto che vale solo l'auto. Il mezzo migliore è sempre un altro secondo me, però che sia specializzato e abbastanza neutrale al percepire la distanza.
ma questi sono tempi in formazione, tutto non si può avere