20 gennaio 2010

Make mistake







Oggi pensavo a S. e mi sono ricordata di quando pensavo male di S. perchè tutti mi parlavano male di S. e io non volevo per forza credere a quello che mi dicevano, anzi, speravo che non fosse così. Però mi restava un dubbio che alla fine ha reazionato un mio agire liberatorio.

Effettivamente non so se è più difficile credere o sperare. Dipenderà da cosa sei predisposto a fare. Se credi è facile, se speri è facile. Altrimenti no.
Certe volte è difficile fare tutte e due e anche il contrario, tutto.
Stai là ad aspettare che tutto passi e se ne vada da dove è venuto Così sei libero di aspettare nuove cose, persone, fatti.

Per adesso ho capito poche cose.

I vicini esistono per verificare la tua litigiosità.
I centri estetici per farti capire che puoi sempre migliorare (ancora).
Gli amici per esercitare le dinamiche verbali del sentimento.

Scalza

4 commenti:

macchiagrigia ha detto...

Ciao M.A. :*

io non so se credere o sperare, non so se credo o se spero e non so se devo o non devo oppure se dovrei oppure no...
in fin dei conti, lo hai scritto tu tempo fa che si deve essere come l'acqua.
Lei non spera, trattiene, lei non crede, imprigiona, lei solamente avvolge e per questo essa è...
:*******

just a man ha detto...

insomma...una palla tremenda,è tutto una prova di matematica! :)) Ma quando ci si diverte?! :)

Anonimo ha detto...

Anch'io mi ricordo di quel periodo, a volte. Non è stato semplice uscirne, ma oggi sono di nuovo bene in equilibrio, anche se sempre su di un cavo d'acciaio ben tirato tra due finestre aperte al 123° piano di due grattacieli vicini, nella città di New Time. Lo devo essenzialmente alle energie di chi ha sempre creduto e sperato in me. S.

scalzasempre ha detto...

Ciao M:A: a volte mi dimentico cosa scrivo, per fortuna ci sei tu :***


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Hey Just io di mate prendevo 10. Per questo algebrico funzioni espressioniche di umanità :-)


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Io li adoro gli Anonimi, grazie Y