7 novembre 2009

Arronfati bellamente

Oggi ho litigato con A. perchè non avevo niente da dire. Mi capitano quei giorni che me ne starei così in quella forma di vuoto fatto, perchè effettivamente il vuoto non esiste. Mi ricordo che una volta il tenente Colombo aveva chiesto a una sospettata cosa pensava in quel momento e lei aveva detto niente. Allora lui con quella faccia che ha, le aveva detto che non era possibile non pensare a niente.
Si riferiva forse al secondo pensiero, quello che praticamente viaggia da solo, senza rotta, direzione, motivazione accertata dal primo pensiero. A me capita di seguirlo spesso, soprattutto quando mi parlano e non ho tanta voglia di ascoltare.
Comunque oggi non avevo voglia di pensare neppure ai terzi pensieri, quelli che seguono i secondi perchè siamo esseri multidimensionali e di livelli chissà quanti ce n'è.
Se mi sono assopita mentre A. parlava era perchè le sue parole mi cullavano, non perchè mi infastidivano. Avrebbe dovuto essere contento, invece si è un po' infuriato.
Se qualcuno si addormentasse mentre parlo a me non dispiacerebbe. E' un buon modo per far fuori minorenni che fastidiano i momenti Y della serata, sedare opportunisti, giovani fuorviati da impeti ormonali, presenze non gradite, insonni che hanno dimenticato astrali predisposizioni da cui poi spesso arriva una più probabile felicità.

Scalza

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