Vorrei essere più socialmente connessa con la menosità ma mi manca l'allenamento. Ammiro chi si lascia lusingare dall'essere inquadrati in un sistema finito che in fondo rassicura.
Mi manca l'equilibrato interscambio comunicativo che a volte intravedo nell'atipicità e per sopravvivenza, me ne discosto.
Ho sempre creduto nel numero relativo e non voglio che qualcuno possa negativizzare la mia identità. Piuttosto lo faccio da sola, ne sono capace.
Scalza
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7 luglio 2020
30 maggio 2019
Improbabilmente
Stanotte ho fatto un bel sogno e mi sono svegliata sorridendo, un po' ballando e un po' giocando.
Purtroppo la felicità non è sempre contagiosa e quando ho incontrato R. in tre parole e mezza ha bruciato tutto quel buono che c'era.
Forse non era abbastanza, altrimenti l'avrei sconfitto io.
Ritenterò la prossima volta, tanto sogno abbastanza.
Scalza
25 ottobre 2016
Più che altro
Non ho niente da rivendicare se non quella voglia di essere quello che sono a prescindere dalla capacità di attrarre o respingere. Non ho niente di più da dire di quello che scrivo. Non ho niente di più da capire di tutto quello che non ho ancora capito.
Scalza
6 maggio 2016
No pain, No gain
Quando mi leggerai, ti mancherò ma io non ci sarò più. Andata via come i ristagni d'acqua del temporale quando il sole brilla più forte. "Avrei dovuto capire" ti dirai, rammaricandoti di quella sensazione che nella Vita ti fa volare più lontano, riempiendo di forza tutto quello che hai.
Sarò già evaporata e scissa, un po' qua e un po' là che è come dire: "ovunque". Terribile, lo so.
Quando mi leggerai, ti mancherò ma tu non mancherai più a me.
Scalza
25 febbraio 2016
Totalizzare realizzazioni pratiche
Il giorno che ho rotto il mio proiettore ero un po' infelice perchè mi piaceva riflettere e prospettivizzare ma poi mi sono adattata alla situazione come faccio sempre quando è inutile fare questioni complementari. Forse per questo oggi sono felice.
Scalza
7 gennaio 2016
4 dicembre 2013
Distribuiti casualmente nelle proprietà statistiche del caso
Oggi R. mi parlava di una che ha fatto cose orribili, manipolato alla grande, ucciso (mentalmente) tante di quelle persone che dovrebbe essere ricercata dall'FBI sezione "persone pericolose".
Andando a fondo abbiamo capito che quell'una ero io.
E' sempre bello quando il caso vince sulla legge statistica dell'improbabilità.
Scalza
19 settembre 2013
Troppità senza veli
F sembra una persona speciale ma non lo è per niente. Invece ci sono quelli che neppure ti accorgi che passano, parlano, esistono e poi quando ti risvegli dal torpore che ti assemblava nell'insieme proteico umano, ti viene un colpo a pensare che sono sempre stati là vicini a te.
Forse perchè chi ha poteri speciali deve restare invisibile per poter vivere come tutti gli altri oppure si fa una doppia personalità che però alla lunga, secondo me, ti fa impazzire.
Meglio essere invisibili o pazzi ma senza doppia personalità.
Scalza
5 settembre 2013
If I say AH
Non avevo valutato che ritornando indietro si deve invertire la direzione. Si tratta di una distrazione fronteggiata male per via di una scarsa propensione a riconoscere la destra e la sinistra. Forse abituata a vedere e sentire omologate versione dei fatti, confondo le lateralità.
Per i mancini è più facile perchè sono ostacolati dalla destrosità del mondo con cui comunicano. Ci sarà da qualche parte o in qualche tempo una conversione della naturalità del lato.
Io non lo che lato sono. Spesso sono dimensionalmente confusa.
Scalza
10 febbraio 2013
Personalizzare autorelazionabilità
Ci sono quelli che devono contare fino a 10000000000 prima di parlare e quelli che non dovrebbero contare per niente perchè, trattenuti troppo, finiscono per implodere con quelle mille patos-logos che come le palline dei flipper prima o poi qualcosa beccano e fanno punti. Se fossero di sutura forse servirebbero a rimarginare meglio quei vecchi logori sanguinamenti lenti che un po' ti fanno morire senza darti possibilità di ricominciare. Ma spesso la sutura è quell'illusione alla quale ti adegui per poter meglio resistere a una lotta impari a cui vuoi sottoporti per punirti di ingenuità a cui non hai saputo resistere.
Che tanto non ti ha capito nessuno quando parlavi come se cantassi jazz sotto luci sparse di vecchi neon che nulla hanno a che fare con i nuovi LED.
Quando ti insegnano delle regole dovrebbero considerare che persona sei e darti il concetto adeguato per quel modo di pensare che hai e sei. Ma questo sarebbe considerare te e non la regola, il concetto, la formula, il ricordo. CIOE' riportare attenzione sul valore di quell'umanità che fa parte di ogni essere anche di quelli che sembrano essere alienati per quei pochi soldi che gli avranno dati a chi li ha presi.
Qualcuno l'ha fatto, l'ha già fatto. E nella contrapposizione di un risultato instabile continua a mantenere possesso su quella picccola somma, su quel piccolo dato di fatto sul quale si è incagliato come quando l'acqua si sparpaglia sopra uno scoglio e poi per ritrovarsi deve forse evaporare e ritornare ancora ad essere, potrei supporre questo.
Ma la supposizione non aiuta l'esternazione perchè sofferma troppe ipotesi plausibili nella possibilità di un respiro più lento, liberato dall'assillo di quello che è intorno disturba troppo la crescita di nuova specie di te. E' solo un istante che cogli e fermi nella voglia di restare ancora qui.
Scalza
3 agosto 2012
Affiancati ma inaffidabYli
E' brutto capire le cose dopo che sono successe. Io vorrei capirle mentre capitano per avere una reazione adeguata al fatto che succede. Invece sono ritardata come certi orologi meccanici. Forse ho solo bisogno di oliature, di un bravo aggiustatore.
Se lo conoscessi ci andrei. Gli direi di aggiustarmi la sfasatura che mi porta a comprendere le cose e se non riesce, a togliermi del tutto quel meccanismo di comprensione. Perchè in ritardo non mi serve a niente come quando trovi l'ombrello che ha già finito di piovere o le chiavi di casa che non sei più a casa tua perchè quando è notte da qualche parte devi stare.
Mi piacere avere ascolti più semplici. Invece la casualità mi guida sempre nel secondo ascolto, quello che poi mi fa scoprire il doppio strato della verità. Lo strato più essenziale, quello che ti nutre veramente e ti spiega quell'istinto che si muove e ti fa storcere il naso quando qualcuno ti fa i complimenti e tu non capisci perchè senti che ti sta dicendo il contrario. Poi capita sempre che trovi quel contrario da altre parti, in altri modi, perchè per essere buoni finteggioni bisogna essere bravi attori ma la vita non è Made in Hollywood, of course.
Scalza
29 luglio 2012
Concretismi raggiungibili
Avevo vent'anni e poi non li ho avuti più. Ne ho avuti altri, come capita con i vestiti, le borse e i braccialetti. Certi li ho persi anche se mi piacevano molto, è andata così. Mi è dispiaciuto per un po' e poi non ci ho pensato più. Come mi è capitato con gli orecchini che mi aveva regalato G.
Poi un giorno è arrivato un pacchettino per me da un posto lontano. Li avevo dimenticati sopra un cassettone di legno chiaro. Per fortuna li hanno trovati e restituiti.
Bisognerebbe fare così con tutto e tutti. Invece ci sono persone che trovano cuori, occhi e pelle che erano tuoi e non te li restituiscono ma se li tengono con quell'avidità propria di chi usa ANCHE l'inganno piuttosto che la consapevolezza di capire che prima o poi quando tornerà nell'unità, saprà che il trattenere cosa non era suo l'avrà privato di quella bellezza che raggiungi SOLO se puoi unirti con la tessera specifica con cui sei stato immaginato e catalogato.
Il rimpianto più grande sarà il loro, non il mio.
Scalza
18 aprile 2012
Socialdream
La verità è che ci va equilibrio.
Non nel capire l'altro ma soprattutto se stessi. Capire che non va sempre bene stare zitti. Certe volte è più bello spaccare la faccia a qualcuno con tre frasi ben assestate dove l'ultima è quasi una carezza che compensa il fatto che l'altro non si è quasi accorto di cosa è successo. Tanto la coscienza lo sa. Lo sa quando sbaglia, lo sa quando esagera, quando usa, quando fa male, fa bene. La SUA coscienza mi ha ascoltato e poi glielo racconterà.
C'è un giorno in cui la tua coscienza parla. Che tu sia vivo o morto non fa niente, è solo una questione di tempo e te lo dirà tutto quello che è successo e che hai fatto. Sarebbe meglio per te pensarci prima.
Con la mia ci parlo tutti i giorni. Per questo sono (ancora) viva.
Scalza
5 febbraio 2012
Ice & c.
Stamattina aspettavo il gelo, se è arrivato non lo so. Dentro casa era tutto armoniosamente confuso come mi ha detto R. quel giorno che è venuto a trovarmi per controllare l'assetto delle faccende che mi riguardano. Certe volte pensi che qualcuno ti sia amico e poi ti accorgi che non è cosi.
Certe volte è meglio non accorgersi, se puoi far finta di non aver capito è più semplice.
Come ti accorgi di quelli che ti accarezzano con le parole quando devo chiederti favori, poi tutto sterile e gelato come sempre, non c'è problema.
Giustificati dalla follia che imperversa nella mente come quei venti gelati che bloccano l'espressione del viso in una smorfia che non fa ridere, non fa piangere, ti lascia ibernato.
Congelato nel gelo che c'è.
Scalza
1 dicembre 2011
Rivelatamente suonati
Io non ho mai preteso di essere normale, vista la norma intendo. E' una cosa che ho già stra-scritto ma evidenziare gli assilli aiuta a fargli perdere il magnetismo e ti libera, che poi liberati si sta sempre meglio.
Tuttavia quando alla tv vedo la faccia di barilla e quella di veronesi nello stesso quasi fotogramma, mi viene il dubbio che un collegamento tra il dire e il fare ci sia. Avranno prosciugato tutto il mare quindi anche la nave che affonda un vero problema non lo creerà. L'avevo detto io alla pinzatrice che non bisognava subito lanciarsi nei salvataggi dei suonatori suonati. Meglio così, mi sento molto più tranquilla.
E poi ho capito che dissentita ma parlante sto meglio che assentantemente ammusolita.
E' una questione di spicciola dialettica, basta abituarci-si-mi-vi-ti.
Scalza
14 novembre 2011
Razio in fazio
Essenzialmente credo che la ragione, nell'irragionevolezza, sia individuabile in quell'unica prospettiva che offre l'assurdità.
Scalza
2 novembre 2011
Cosmicamente connessi all'amore & all'ilarità
Ci sono persone per cui sposteresti una montagna perchè gli possa arrivare un po' di sole, con quell'amore che si ha verso chi ti tocca il cuore. Nella speranza che gliel'hai toccato anche tu, però mica si vuole bene perchè si è voluti bene. A volta si fa e bon.
Ma la stupidità fa parte di quell'umanità in cammino che ancora non è, quello che dovrebbe. Ci sono io, l'altro, quello della montagna e il suo amico. Ci siamo tutti, il punto è questo.
Quindi non mi preoccupo se poi, nonostante tutto, quello della montagna si lamenta di nuvole che non sei tu ad aver creato, ma in quell'evaporazione di pensieri sbagliati ha fatto da solo, solo che non lo sa.
Non è che non soffro, anche io piango, mentre ascolto il mio cuore strizzato come uno straccio. Certe volte ho anche pensato che non ce l'avrei fatta. Perchè è stato difficile, sempre, ogni volta come se fosse stata la prima. Eppure poi, mi è bastato guardare una foglia che cadeva come se volasse per volarci insieme. La natura non ti tradisce mai. Tu l'ami e lei ti ama, tu la proteggi e lei ti protegge, tu la nutri e lei ti nutre. E' una risposta pratica che ti dà. La praticità non esiste più. Anche nel volere bene.
Però come dice zio Frank, That's Life, perchè un po' bisogna swingare tra le cose che non vanno altrimenti quelli che andrebbero non le incontrerai mai. Ed io ho sempre tanta voglia di incontrarle.
Per questo adotto uno stile di vita Zen Life.
Scalza
11 agosto 2011
Non fa niente
Al CLB non piace Liga ma lo canta sempre, a me piace tanto ma non lo canto mai. Preferisco cantare altro, perchè certe cose mi piace ascoltarle ma non cantarle e quelle che canto non le ascolto affatto. E' una questione di scelte.
Come quando capisco che il CLB ha ragione anche se è più piccolo di me, non è più tanto piccolo quindi può benissimo capire le cose meglio di me per quella diversità specifica e unica che ha con se. Certi dicono che non faccio bene e certi muovono la testa su e giù pensando. Altri se ne fregano, come se avessi parlato del tempo o delle macchie di cacche di mosca sulle finestre di case abbandonate.
Non fa niente.
Adesso è estate e non ci penso, poi ci saranno momenti dove sul mio divano rosso davanti al quadro con quei bimbi che si danno la mano facendo il girotondo, ci penserò. Sono belli, mi ricordano le cose lievi ma profonde, tenere e rilassanti. Come gli abbracci di chi mi ama che non vuole qualcosa da me ma solo che io sia felice. Non è poco, lo so. Certe volte non ci penso ma lo so.
Pensare è più difficile che sapere.
Scalza
Come quando capisco che il CLB ha ragione anche se è più piccolo di me, non è più tanto piccolo quindi può benissimo capire le cose meglio di me per quella diversità specifica e unica che ha con se. Certi dicono che non faccio bene e certi muovono la testa su e giù pensando. Altri se ne fregano, come se avessi parlato del tempo o delle macchie di cacche di mosca sulle finestre di case abbandonate.
Non fa niente.
Adesso è estate e non ci penso, poi ci saranno momenti dove sul mio divano rosso davanti al quadro con quei bimbi che si danno la mano facendo il girotondo, ci penserò. Sono belli, mi ricordano le cose lievi ma profonde, tenere e rilassanti. Come gli abbracci di chi mi ama che non vuole qualcosa da me ma solo che io sia felice. Non è poco, lo so. Certe volte non ci penso ma lo so.
Pensare è più difficile che sapere.
Scalza
23 maggio 2011
27 ottobre 2010
4 Your Love

No niente, sto bene, è solo che ho un figlio adolescente quindi incomincio a crescere.
Me lo ricordo quando eri piccolo e mi chiamavi per nome: tanto era lo stesso. Forse perchè in te ho visto prima chi eri e non cosa potevi essere. Forse perchè mi andava bene così. Poi adesso ti guardo mentre fai righe storte su quel cespuglio che hai in testa per controbattere su quello che ti sembra giusto anche se non sembra giusto a me. E' una cosa che capisco adesso, che per te ho dovuto migliorare quello che ero, per insegnarti cosa era giusto ho dovuto capirlo prima io e l'ho fatto mentre eri là, con il musetto sporco e le scarpe slegate. Eri con me quando piangevo perchè cercavo di capire l'amore, eri con me quando nelle lunghe notti insonni guardavo la luna nei miei sogni infranti e tu, dormivi con la tua manina nella mia. Per questo adesso sono con te mentre cerchi il tuo modo di apparire nell'essere che sei, con il mio muso duro e le scarpe buttate. Sono con te mentre pensi che tutto sia sbagliato perchè cerchi di capire l'amore, sono con te quando prendi a pugni parole non dette per non perdere quello che ti sembra poco e poco non è.
Sono con te e là resterò. Sempre.
Scalza
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