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10 dicembre 2020

Free sample for you!

 


Mi piace questo momento. Lo aspetto come il caffè la mattina, che faccio solo nella moka perchè il suo odore è migliore e il tempo che ci va per farlo lo uso per fare qualcosa che mi piace e che non serve praticamente a niente.

Trovo che sia fantastico.

Scalza

13 settembre 2012

LoseR






Un Maestro è chi ha perso tante volte perchè ha qualcosa da insegnarti di utile, di saggio, di vero.

Scalza

29 luglio 2012

Concretismi raggiungibili



Avevo vent'anni e poi non li ho avuti più. Ne ho avuti altri, come capita con i vestiti, le borse e i braccialetti. Certi li ho persi anche se mi piacevano molto, è andata così. Mi è dispiaciuto per un po' e poi non ci ho pensato più. Come mi è capitato con gli orecchini che mi aveva regalato G.
Poi un giorno è arrivato un pacchettino per me da un posto lontano. Li avevo dimenticati sopra un cassettone di legno chiaro. Per fortuna li hanno trovati e restituiti.
Bisognerebbe fare così con tutto e tutti. Invece ci sono persone che trovano cuori, occhi e pelle che erano tuoi e non te li restituiscono ma se li tengono con quell'avidità propria di chi usa ANCHE l'inganno piuttosto che la consapevolezza di capire che prima o poi quando tornerà nell'unità, saprà che il trattenere cosa non era suo l'avrà privato di quella bellezza che raggiungi SOLO se puoi unirti con la tessera specifica con cui sei stato immaginato e catalogato.

Il rimpianto più grande sarà il loro, non il mio.

Scalza

9 gennaio 2012

HB (come un lapis un pò spuntato)




Si tratta solo di ripartire e riconsiderare i termini che sparsi per casa se ne stanno a raccontarti di te, di quello che hai fatto, di quello che sei stato. A volte anche come non volevi o non potevi, ma comunque sempre nella realtà di quello che potresti raccontarti allo specchio, senza nessuno che sente, nessuno che vede. Anche di quelle rughe che non nascondi perché ti piace ricordare che hai vissuto già, abbastanza completamente, tutto quello che poteva arrivare fino a te, nei confini della pelle, a volte più profondamente. Nella vitalità di un cuore che non ha mai smesso di battere, soprattutto quando si trattava di cose pratiche e concrete come quegli abbracci che puoi raccogliere come i gomitoli di lana che il gatto sconfina per la casa, cercando il bando di una matassa che non c’è. Come quelle verità che inseguivo quando non sapevo che erano loro ad inseguire me, quindi era come scappare. Poi, un giorno che il fiume cantava più del solito e le nuvole erano sparpagliate nei cieli tra i raggi di sole e i sogni dimenticati di quelli che poi s’inventano brutte storie per dimenticarsi di quella delicatezza che possono avere solo le cose semplici e buone, mi sono fermata. C’era un airone che volava basso e un bambino che mi guardava. Oggi è più grande e io lo amo profondamente. Come amo me, innamorata della mia stranezza, del mio essere quello che sono, niente di più. Come amo chi mi ricorda la Vita, ogni giorno di più.
Per sempre, è tutto quello che ho. Rivoluzioni solari a parte.

Scalza

2 novembre 2011

To move



Non parliamo di contenuti per favore, quelli li abbiamo messi da parte decenni fa. Parliamo di formalità, di forme, di apparenze.

Non è importante se scrivi bene o male.
L'essenziale è quanti "mi piace" hai, quanti condividono con te. Se non sei condiviso, sei un caxxone.

E' un po' come essere vegani in mezzo a carnivori. Non sei tu il normale perchè la norma, benchè se ne dica, è quello che si fa non quello che si dice che si dovrebbe (forse) fare.
A me piace essere naturale, anche se sono una caxxona. Sto bene così.

Scalza

8 luglio 2011

Affinarsi in belleria



Da piccola avevo il libro dei perchè.

Era bello, tutto pieno di punti di domanda e cose strane, certe non me le sarei mai immaginate. Quelle che non trovavo le scrivevo a matita ai margini. F. mi aveva spiegato che poi avrebbe spedito il libro per le integrazioni ma F. era un bugiardo, poi l'ho scoperto.
Avrei potuto spedirlo io quando ero più grande ma poi mio fratello mi ha buttato via tutti i libri miei, per fare ordine e lasciare i suoi. Che poi è quello che capita nella vita. Ti promettono risposte per anni e poi nessuno te le dà, si fanno spazio togliendoti il tuo e nessuno ti ha mai ringraziato. Solo qualcuno sulla porta, a volte ha messo una mano sul taschino della giacca e io pensavo che fosse il cuore ma era il posto del portafoglio. Tuttavia mica tutto si può pagare. Qualche volta l'ho spiegato ma non ho sempre tutto questo tempo, certe volte ho semplicemente detto "no, grazie".

Adesso ho solo dei perchè. I libri con le risposte non li fanno più.

Scalza

5 luglio 2011

Aggiratamente così




Il tempo è solo una scusa per invecchiare. Perchè sei stanco oppure perchè a furia di girare aggiratamente in un giro+vita che ti svita abbastanza al punto che chi ti è vicino si è un po' stufato, ti prende quell'altruismo che ti cambia e pensandoci su, decidi che hanno ragione.
Sull'età, il tempo, le cose così e le cose cosà. Tanto è solo un convincimento superficiale.
Dentro resti quello che sei. Esattamente.

Scalza

9 giugno 2011

Oggi mi sembra (quasi) venerdì




Quando qualcuno ha bisogno di te, cerca la tua felicità, il tuo stare bene.
Quando ti usano non importa come stai. Se sei fuori uso, cercano altro(i)(e).
Siamo tutti sostituibili nell'uso. Nel bisogno, mai.

Scalza

28 aprile 2011

Conservabili in aggiuntività


Certe volte mi sembra di essere più felice di come ero prima e so bene che poi non lo sarò più e mi mancherà quella felicità quindi me la conservo un po' in un vasetto vuoto. Ci soffio dentro e poi lo chiudo e ci scrivo sopra la data e l'ora di quella felicità. Poi lo metto nella dispensa che non si sa mai che ne abbia bisogno.
La felicità conservata dura più della marmellata. Poi a volte basta guardarla e non devo neppure aprire il barattolo. Altre la prendo in mano, me la tengo sul cuore e se proprio sono un po' triste ci faccio un riposino che nell'astrale di me sto sempre meglio che qui.
Oggi ho fatto tre vasetti, era un giorno speciale. Di quelli che non succede niente così restano speciali per la loro perfetta specialità.

Scalza

24 aprile 2011

Circolabili


Bisogna ricordarsi di amare. Sempre.
Anche quando le cose non sono tanto ruotabili e il terreno non è favorevole. Continuare ad amare è l'unica speranza in grado di portare di nuovo forza.

Ho una web radio, qui----->>> buon ascolto.

Scalza

14 aprile 2011

Per tutto quello che sono di me




Io lo so chi è mio amico.

Lo capisco dalle parole che mette nelle cose che fa.
Perchè le parole idealizzate si possono dire sempre, meglio se non si conosce bene quello di cui si parla.

Io lo so chi mi ama.

Lo sento dal cuore che danza quando si orienta nell'espressione di quella libertà tanto desiderata ma poco praticata per timore di isolamenti, così preziosi per capire davvero.

Mi ricordo, era aprile, come adesso, c'erano due aironi che volavano sopra il fiume, quando ancora era nella sua naturalità. Poi c'è stato l'eccesso di chi ha interrotto legami perchè non sa che è tutto un cerchio, quando termina poi inizierà.
Mi ricordo, il fiume era dolce, come l'aria intorno. Era il mio Maestro che parlava, perchè l'Amore è una goccia di immensità che quando entra dentro il cuore ti porta via. Oltre la passione di un tempo che poi finirà, oltre le cose che puoi misurare. Solo allora puoi respirare l'infinita percezione dell'esistenza e godere del piacere di tutto quello che vivrai anche se non è quello che desideri perchè sai, nel consapevole che muovi, che tutto quello che ascolti ti porterà alla perfezione di te.
Ed è in quel posto che vorrei arrivare.

Scalza

12 aprile 2011

Essenzialmente viva




Non so. Dev'essere una predisposizione a capire o forse ad essere.
Forse è una grazia che arriva come fiocchi di neve d'estate, che profuma di fiori di campo. Quelle cose che riescono a racchiudere opposti, contrasti, angoli sparsi.
Quelle cose che nessuno sa ancora ma poi le sapranno tutti.
Come quando ho scritto quella poesia per L., a me che non piace scriverle perchè mi sembrano pezzi di Anima intrappolati tra le parole che poi non so che fine fanno. Non lo sopporto.
Però a L. era piaciuta e l'aveva pubblicata.
Poi tutti sapevano, anche chi non avrebbe dovuto. Alla fine è andata così.
Va sempre come deve andare, inutile farci ragionamenti sopra. Per fortuna le persone si dimenticano di te, hanno altre cose a cui pensare, più importanti, più serie.
Così poi ritornano i tempi dove cammini e guardi di nuovo orizzonti più in là. Quelli che un giorno sono stati sotto i passi che hai fatto e forse un giorno rifarai, perchè no?
Non ci può essere fine alla speranza quando uno riesce ad essere felice senza un perchè.

Scalza

8 marzo 2011

riposizionare l'esatta differenziabilità (ottave marziali)




Il giorno della donna di martedi grasso è paradossale come la telefonata di G. quando sono già abbastanza in crisi. Però capita. Per fortuna so ancora farmi due risate anche se non c'è niente da ridere, al massimo si può sorridere.

E così vorrei, sorridendo, ringraziare quegli uomini, quei tanti mezzi o interi o parzialmente non so, comunque del genere maschile che nell'ipotesi non sempre (per fortuna) verificata potrebbero essere "uomini", che mi hanno :

disprezzato, deriso, usato, manipolato, deluso, ammazzato (il cuore), soffocato (il polmone), disturbato (il pensiero), rincretinito (l'intelletto), illuso, destimato, rinforzato (quella pratica ironia), aumentato la propensione all'indipendenza, realizzato per sospinto allontanamento, accresciuto nella visione extra-me, affascinato nella bellezza di s-legamenti utili a riposizionarmi in unità.

Tutto questo perchè ero una donna. Fragile & entusiasta.
Nella logica pensata con il cuore, so che è stato meglio cosi. Oggi sarei meno di quello che sono e forse non avrei mai imparato ad amarmi. Però, al cavolo l'entusiasmo cosmico.

Fanchyllatevi tutti in gruppo.

Scalza

26 gennaio 2011

Questo è un post lungo (avvisaglie & C.)

Oggi rifletto. Anche con me ma non solo con me. Mi rendo conto che spesso scrivo cose che chi vuol capire capisce come vuol capire ma anche non capire, fa lo stesso.

E’ bella la libertà.

Del resto a me non importa, è una sperimentazione che effettuo tra i dialoghi del mio cervello e il pauseggio della mia mente. Mi diverto in buona sostanza, spero che sia reciproco anche in chi legge. Diversamente non comprenderei il motivo di una lettura ma a me non importa di capire quello che non so. Resto in una buona tolleranza. L’ho già detto.

Però poi visto che la legge di attrazione esiste, so bene che chi legge potrebbe anche scrivere perché le frequenze costruiscono un pari e dispari che poi si accoppia volentieri e dà luogo a quella bella unità che fa sempre piacere, ti allarga il cuore e ti fa sentire okey.

Quindi so bene che anche se scrivo fesserie, qualcosa dico lo stesso che può avere un valore e che s’adagia nella mente di chi legge (anche dopo aver scritto) e poi fa qualcosa. Di buono, perché l’ho misurato energeticamente e queste cose le so perché le conosco.

Si tratta di fortuna, certi la definirebbero qualità positiva in eredità da chissà dove, un talento che arriva dal mio trapassato, quando scrivevo per capire perché forse non sapevo.

Tuttavia, a parte i giochi di parole, riflettevo che mi piace anche:

1) essere input-ativa quando scrivo i miei quaderni astro-energetici;

2) essere trasmissiva quando telepatizzo l’ascolto di alcune considerazioni energetiche;

3) essere esplicitativa quando non voglio dar luogo a fraintendimenti.

Oggi vorrei essere esplicitativa. A me piace scrivere, punto.

E’ un difetto, una virtù, una fesseria come diceva sempre mio padre che è venuto solo una volta ad una mia premiazione perché mia mamma l’ha ricattato e il CLB piangeva. Quella volta là era abbastanza fiero ma non me l’ha mai detto. Comunque era esplicitativo senza parole. Come piace a me quando non voglio fraintendimenti.

Però in questo spazio bisogna essere certizzati dalla parola. Quindi.

C’è stato un momento nel mio divagare dove ho incontrato alcune informazioni relative ad argomentazioni disinformate che se da una parte aprono la prospettiva della conoscenza, dall’altra rimettono in discussione il valore fondamentale dell’essere: la sua libertà. Effettivamente che libertà ci può essere nel conoscere che non hai via di scampo, che tutti ti hanno preso in giro manipolandoti per trasformarti in una bella pila a corrente alternata perché quando sei scarico ti lasciano ricaricare per un tempo adeguato al tuo sistema ed effettivamente l’aumento dei tumori potrebbe anche spiegarlo ?

Però c’è anche da dire che i dati mancano se ci sono statistiche sono manipolate ma poi alla fine quello che controinforma si avvale di traditori e nello stesso modo chi ci manipola lascia passare falsi informatori che esagerano la controinformazione per renderla incredibilmente poco credibile.

In tutto questo ci sei tu, io, gli altri.

Quelli che vivono normalmente, perché devono lavorare anche se gli piacerebbe conoscere un rettiliano e scambiarci due parole o passare la notte su FB a parlare di amore cosmico con chi è da salvare e poi fare video, scrivere libri gossip sulla vera verità verata e andare nelle trasmissioni a parlare nascosti per non rischiare la vita perchè essendo veritieri possono farti fuori in un minuto con un segnale che dall’haarp si dirige sulla parte del tuo cervello funzionale. Perché lo sappiamo tutti che il cervello viene poco usato percentualmente e forse è per questo che ci troviamo in questa condizione di mal-umanità.

Allora, noi che siamo normali, che lavoriamo per il muto e i figli da crescere, che vorremmo una pausa sentimentale positiva in mezzo ai deliri che seppure non sono buoni rallentano la noia, che litighiamo con i colleghi per non abbandonare il conflitto dal momento che andando in avanti viviamo sempre più mediazioni/compromessi principalmente per mancanza di energia, noi normali, restiamo nella normalità di vivere e morire. Con quel bagaglio di esperienza che è la Vita, nella fede di una Spiritualità o di una Morale che è formazione fondamentale della Persona, nell’Amore di quelle relazioni importanti che abbiamo saputo attrarre e vivere. Nel rispetto del rispetto che poi diventa integrazione reale con l’essere e non rivalutazione del diritto fondamentale che si ha di poter fare tutto quello che passa dall’orbita del cervello. Potrebbe essere roba non tua, non dimenticarlo perché poi alla fine qualcuno fa fare a te quello che vorrebbe fare lui ma sei tu a prenderne il carico reale. In ogni caso.

Ho riflettuto molto sull’allarmismo scompensato che viene creato da alcuni personaggi misteriosi della rete che poi trovano anche un collegamento mediatico. Provo antipatia per costoro, perché l’immaturità opportunistica (materiale) con cui agiscono è improponibile in associazione con quelle così dette conoscenze che vengono trasmesse senza possibilità di confronto vero giacchè si tratta di universi sommersi che solo gli eletti possono avere a disposizione. Anche se ti dicono che tutti possiamo, che siamo divinità, che possiamo manipolare la realtà e godere di ogni ricchezza e realizzazione. Si, è così, ma poi ti dicono che non devi dimenticarti che sei uno schiavo manipolato e che però sei un divino in realizzazione. Allora io ragiono.

Voglio restare nel campo, lo dico sempre a chi fa con me gli esercizi suikan: “resta nel campo”, sei tu, un po’ così e un po’ cosà, che ti importa della definizione? L’essenziale è essere te stesso. Cercando la comprensione di cose che certamente esistono ma che devono essere SOSTENIBILI per l’essere. Cioè capire le cose che puoi affrontare in una crescita terrestre, ovvero dimensionata in questo pianeta e non nella rappresentazione extra di un altro mondo dove forse ci siamo lo stesso e siamo meglio di qui. In fondo è quello che è avvenuto con le comunità virtuali, siamo là anche se siamo qua ma là è meglio di qua perché possiamo parlare liberi dal condizionamento.

Meglio ri-unire, nel tempo la dispersione porta a una disperdibilità che diventa anche perdita generalmente di magnetismo e quindi di possibilità realizzativa. Restare nel campo significa vivere il più possibile in unione non solo con il corpo e la mente ma anche con la rappresentazione di te nello spazio che inevitabilmente (anche senza comunità virtuali) è tendenzialmente differente a seconda degli ambiti o delle relazioni che si hanno. Più sei in unione e più vivi meglio te stesso.

Difatti non è la divisione che occorre operare quanto piuttosto la profondità che è ovviamente differente da una persona ad un’altra.

Per questo rifletto + esplicito che bisogna fare attenzione a quello che si legge e quello che si ascolta. Scegliere quelle cose ed informazioni che sono indispensabili per il bene della persona e prima ancora di questo credere in se stessi, nella propria possibilità di realizzazione, nella propria capacità di comprensione.

L’aiuto deve arrivare dai Maestri, non dai mostri. I Maestri si riconoscono dal fatto che la tua vita migliora nella sostanza e non solo nel riflesso dell’emozione di sentirli vicino a te. In una parola: oggettivizzare l’osservazione. Sempre.

Con biglietti, schemi, dati e parametri. Il razionale a me piace quando aiuta l’espressione dell’irrazionale creativo. Bisogna dosare tutto in un q.b. che è il perfetto che ci serve per essere quello che cavolo abbiamo deciso di essere quando siamo venuti qui.

Ho esplicitato, fine.

Au revoir.

Scalza

10 gennaio 2011

Evidentementati


Mi piacciono gli evidenziatori perchè evidenziano senza evidenziarsi troppo.
Come certe persone, certi fatti, cose.
Le cose dovrebbero sempre cosare per quel modo speciale che si cosano da sè.
Sarà l'anno di più, non so.

Scalza

8 dicembre 2010

I like



Stanotte ho sognato che andavo con alcuni amici a mangiare cose strane e poi pagavo io.
Effettivamente è così, non è questo che conta. L'importante è restare fedeli a se stessi.
Prima ancora di farlo con qualcun altro. Se non sei fedele a te non potresti esserlo veramente con nessun altro.
L'imposizione dura finchè la sopporti. L'importante è restare nel proprio SE.
Anche se costa un po' di assoli stonati, rappresentazioni errate di quell'angolazione con cui ci si addentra nei tunnel separativi di quello che non serve più. Ma l'essenza resta. Sempre di più in quel sperimentale approccio life to life con cui ci si libera finalizzati ad essere senza più appartenere. Menefragati e alliberati.

Scalza

28 novembre 2010

Orientar-Si



Sono cambiata, prima quando mi arrabbiavo-incippata ero più furiosa. Adesso è tutto un po' più misurato perchè l'ampiezza con la quale ascolto il senso di quello che esterno è più orientato verso i ritorni che le andate. Credo che sia giusto e mi piace la giustezza. Gratifica quel bisogno che ho di sentirmi a posto come quando i miei capelli sono liberi di viaggiare nell'andamento del mio pensare. Guidati non è che si stia cosi bene in fondo.
E poi ho smesso di pensare. E mi è tornata voglia di scrivere.
Forse quando farò le due cose insieme sarò completa come un cerchio di una bici rossa di un bimbo di otto anni che con un po' di aiuto, può volare con dentro il cestino un e-t, o forse come l'alone che fa un sasso che nell'acqua cade da un'altezza che varia per variabilità di fatti e contesti. L'importante è cerchizzare, per adesso sono in piena lateralità parziale di una semi-cosita.

Scalza

9 novembre 2010

Latenze in liberalità





Ogni tanto è un bene confondersi, smisuratamente verso quegli angoli obliqui che discendono rasserenati dal fatto che come piccole gocce d'acqua andranno a nutrire aridità.
Anche io l'ho fatto. Nutrita, ho nutrito e poi viceversa, sempre.
Potrebbe essere un circolo vizioso se non ti arrendi all'evidenza che il vivere un po' lo è.
Poi la seralità che incombe nella ricerca di quei momenti di solitudine che apprezzo sempre più, nella ricerca di quella me stessa che enfaticamente disturba l'apparire della pratica, mi distende. E' la pratica che mi disturba, lo so. Ma è la pratica che mi permette di raggiungere quegli obiettivi che perseguivo mentre le foglie cadevano ma era una stagione differente, più semplice, meno intensa nei sapori ma più lieve nell'approccio con cui mi abbracciava. Adesso, a volte, mi soffoca come le troppe parole che aspettano di suscitare ancora emozioni nel mio cuore, sulla pelle, nella compiaciuta libertà con cui le lascio scivolare come piccole gocce d'acqua che nelle pozzanghere di una mancata aridità, diventano cerchi che s'allargano e arrivano fino a te.

Scalza

18 ottobre 2010

Tea Time




Sono sempre stata un po' musicopatica, attira zanzare, NEOlogistica. Quindi non è che mi preoccupo di questo. Ma se le foglie cadono e rivelano profili che non avevo visto con quell'attenzione pratica al dettaglio che viene solo quando hai già generalizzato abbastanza, resto un po' colpita. Nel cuore più che altro. Perchè poi la bellezza a volte si nasconde e quell'appariscenza che posticcia ti si appiccica agli occhi per depistarti ha il gusto di cicles masticati troppo a lungo, da chissà-chi.
Sarà che all'acid jazz preferisco ancora il buon caro vecchio swing, le passeggiate in mezzo agli alberi di quei parchi dove ci sono ancora bambini che imparano ad andare in bicicletta con le rotelle, patiti della corsa che sgambettano con i culi più o meno in forma, pigri che come me si dilungano nei propri passi cercando quella parola che a volte si dimentica più per pudore che per quel troppo pieno che dilaga come una brutta malattia.
Sarà che è ora di cambiare, tornare, trovare.

Scalza