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6 settembre 2013

Bilinguismatica



Vorrei essere più esplicita e ricongiungere la molteplicità dei miei Sè. Logica, affabile, gentile, discreta e generica. La genericità mi affascina. Un generico è sempre ok, qualunque cosa faccia, in qualsiasi modo sia vestito o svestito. Il generico è la scelta vincente in questa aberrante originalità che circola come aria viziata.
Se io incontrassi un generico, mi innamorerei senza se e ma.
Il generico, genericamente è perfetto.

Scalza

27 giugno 2013

Ultimamente Finirei Ovunque



Sono anni che cerco di unicarmi. Ho anche usato dei metodi, qualcuno me l'hanno dato pagando. Altri erano gratis, certi li ho trovati per caso. Tuttavia non hanno ancora funzionato.
Dicono che se vuoi una cosa ed è nella possibilità, nel forte desiderio, l'attrarrai. Ma se non sei unicato non ce la farai. E' un fatto, non sono parole.
Per questo ho deciso di adoperare un metodo sperimentale invariabile in questo cambiamento modale che applico per restare allineata alla legge di gravità. Ogni tanto però sogno di volare.
Basta muovere i piedi come se fossi su una bicicletta invisibile e poi vai. Come Napo Orso Capo.

Scalza

16 aprile 2013

J'attende



Certi fiori fanno fatica ad aprirsi quando il tempo non è giusto e forse anche il mio cuore è cosi. Troppe resistenze, incomprensioni e cose che sono andate in un modo che troppo facilmente mobilita risentimenti.
Resto a guardarli tutti e li lascio andare via. Lontano da me.
Tuttavia il tempo è una variabile che non s'immedesima negli stati d'animo ma spesso li trascina oltre misura in una versione dei fatti che poi, nella distanza, ti sembra più accessibile. Perchè sei diversamente formulato nello spazio che occupi quando parli, mangi, cammini e guardi quei petali rosa che cadono sulle strade bagnate a causa di un colpo di vento. Tutti li pestano senza capire la bellezza che hanno. Senza accorgersi, incuranti, della loro meravigliosa fragilità.

Scalza

25 gennaio 2013

PirotecnicY



Mi ricordo quando ascoltavo John Denver che di inglese non sapevo quasi niente ma mi sembrava di capire perchè la musica ti parla anche se le parole non le sai. E raccontavo delle storie nei cortili a quelli che mi ascoltavano  mentre altri giocavano a pallone e c'erano foglie che cadevano anche se non era autunno. Forse era solo più naturale anzichè naturalizzato, lo eravamo tutti. Poi c'è stato l'adattamento e l'adozione da parte di sistemi che non ci hanno protetto nel giusto valore che ha l'umanità. Resta questa voglia di sognare e di riascoltare di nuovo armonie di un tempo passato che non è però finito. Resta ad aspettare che qualcuno torni a viverlo, sospendendo errori che non hanno niente a che vedere con nuove possibilità.
Parafrasati e instabili dobbiamo solo accontentarci di quegli spiragli che si colgono quando la musica ti parla ancora e ora le parole le sai.

Scalza

3 dicembre 2012

Se vuoi una bicicletta e non sai pedalare vendiLa su ebay



Sono diventata talmente schietta che qualcuno schiatta nel senso che inchiatta sulla schiappa e poi schiocca sulla steppa. Alla fine la steppa strizza la schiappa e scappa lo schiocco  *che ringrazia ma*fa da sè. Chi fa da se fa per tre quindi tocca proprio a te.

Buonanotte.

Scalza

29 luglio 2012

Concretismi raggiungibili



Avevo vent'anni e poi non li ho avuti più. Ne ho avuti altri, come capita con i vestiti, le borse e i braccialetti. Certi li ho persi anche se mi piacevano molto, è andata così. Mi è dispiaciuto per un po' e poi non ci ho pensato più. Come mi è capitato con gli orecchini che mi aveva regalato G.
Poi un giorno è arrivato un pacchettino per me da un posto lontano. Li avevo dimenticati sopra un cassettone di legno chiaro. Per fortuna li hanno trovati e restituiti.
Bisognerebbe fare così con tutto e tutti. Invece ci sono persone che trovano cuori, occhi e pelle che erano tuoi e non te li restituiscono ma se li tengono con quell'avidità propria di chi usa ANCHE l'inganno piuttosto che la consapevolezza di capire che prima o poi quando tornerà nell'unità, saprà che il trattenere cosa non era suo l'avrà privato di quella bellezza che raggiungi SOLO se puoi unirti con la tessera specifica con cui sei stato immaginato e catalogato.

Il rimpianto più grande sarà il loro, non il mio.

Scalza

1 luglio 2012

Intraposti appostatamente



Non so dire cosa sia meglio. Dimenticare o ricordare. Bisognerebbe adottare la regola pratica di scordare quello che ferisce e ricordare quello che ti fa stare sempre al meglio di te.
Tuttavia l'orientamento non è simmetrico ai fatti e la memoria va un po' per i fatti suoi.
Che se ti capita di trovarti all'angolo di una strada dove qualcuno ti aveva detto qualcosa di brutto te lo ricordi perchè in quel punto sarà rimasto, forse attaccato a un lampione, l'impressione di quell'emozione di stupiscimento ferito che ti aveva sedato, annullando la percezione di quell'intorno che dovrebbe salvarti quando sei schiacchiato dal peso di cattiverie non utili al procedimento in corso. Capita. Forse avrei dovuto comprare quell'armatura antica che vendevano in quel borgo antico dove sono stata quell'estate che faceva caldo ed eravamo sempre al mare.
Mi era sembrata inutile e costosa ma ora mi ricredo.
Dovevo affrontare certi momenti lanciando una lancia a mio favore e ribattendo a quei pesi morti che avevano solo lo scopo di frenare i miei facili entusiasmi. Che male c'è?
A credere di poter essere sempre felici con quel niente-tutto che la vita offre ogni giorno?
E' così che voglio restare. Sempre.

Scalza

13 giugno 2012

Effettivamente si tratta solo di capire cose semplici



Ho voglia di scrivere, per questo non scrivo.
Mi trattengo come quando aspetti di fare una cosa bella e vuoi godertela fino in fondo.
Certe volte sei stato deluso, le aspettative sono così.Ti aspetti qualcosa che poi arriva diversa o non arriva affatto. Come quando aspettavo che mi chiamasse XXX e poi quando mi chiamava ci restavo male perchè mi ero immaginata parole diverse, meno così e più cosà. Poi ti convinci che il tuo immaginario non è la realtà e sai bene cosa ti aspetta, quindi fai che non aspettartelo più. Ma quello arriva perchè non lo vuoi e in questo via vai finisce che poi ti dimentichi che volevi solo scrivere. Una canzone, una favola, una sceneggiatura, un copione teatrale, un romanzo un pò rosa e un pò giallo, un trattato filosofico, una guida turistica dei tuoi ricordi. Ma  poi ci ripensi perchè in fondo quello che non serve è inutile farlo.

Scalza

21 maggio 2012

Rimaneggiare opinionismi & c.



Certe volte vorrei solo essere capita ma poi a pensarci bene, meglio non esserlo affatto.

Scalza

23 aprile 2012

Accostarsi a una percezione infinitesima di te



Penso che a Sarkozy non gliene importi niente che a me non è simpatico. Forse perchè non mi conosce, forse perchè è determinato in quello che fa e lo fa comunque anche se sa che a qualcuno non piace. Di qualcuno saprà anche il nome e cognome, di altri conosce solo le facce, di me non sa niente.
Poi a pensarci bene ci sono molte persone che non mi sono simpatiche e questo fatto non le tocca assolutamente. E le conosco o le ho conosciute molto bene. Alcune anche intimamente sapendo bene che esagerano nel bere e non sanno controllare bene il movimento della mano destra perchè alcuni nervi sono atrofizzati per incidenti che hanno avuto a causa di quelle esagerazioni che le persone fanno senza capire che poi alla fine, è vero che si vivono tante esistenze, ma quest'esistenza la stai vivendo ora e poi mai più.
Mai più tornerai di nuovo con questa faccia: anche se non ti piace, ti mancherà. Ti manchernano le tue gambe anche se non sono quelle di Miss mondo. Ti mancherà il tuo sguardo e la tua voce. Ti mancheranno i tuoi pensieri, perchè tu non sarai mai più così. Puoi amarti solo ora, non potrai mai più perchè non sarai mai più così. Quel così che poi qualcuno si innamora di te, anche se non ti sa amare come vorresti, pazienza. Si fa quel che si può.

Agli altri e a se stessi.

Scalza

5 dicembre 2011

Addendati in somme reciprocizzate





R. è come la borsa. Ci va poco a farlo entusiasmare ma poi tanto crolla di nuovo.
Avrà un polo di attrazione sul crollo da cui non riesce a sganciarsi perchè non ha abbastanza distanza. Ci pensavo stamattina che è come quando il meno per più fa meno e se invece è meno per meno fa più. Essendo che noi siamo nel meno per meno, dovremmo fare più ma non è detto perchè potrebbe anche essere che ci mettono qualche più apposta per fregarci, così fa ancora meno. Quindi, per riportare un più dobbiamo creare un meno menosissimo che attragga quei pochi più che mettono qua e là apposta per ingannarci e dire "no, grazie. Questi più teneteveli pure che non ci servono a niente".
Io al più che inganna l'operazione non ci sto più. Voglio un meno che riporta un più e non se ne parla più.
Ecco, potrebbe anche essere una buona idea solo che poi viviamo sul filo sospeso che basta un meno anche se piccolo, piccolissimo, che poi ci porta di nuovo un meno.
A meno che anzichè moltiplicare non decidiamo di sommare o sottrarre, cioè trasformiamo i fattori in addendi o sottraendi, badando bene che la sommatoria massiva dovrebbe essere posizionata nell'insieme +. Allora è proprio vero che l'unica cosa che ci può salvare è l'unità.
In fondo è con la moltiplicazione che ci hanno rovinato la vita.

Scalza

18 novembre 2011

Io non verbalizzo, io PARLO



Quando non so di cosa mi parla R. faccio finta di aver capito perchè:

a) le sue spiegazioni mi disorientano per la specifica noiosità con cui si esplica nel raccontare (qualsiasi cosa);
b) so già (per esperienza) che se non ho capito è meglio.

La maggior parte delle volte che ho capito mi sono incaxxata e quindi, penso, che ci sarà un meccanismo di autodifesa che mi permette di non ascoltare l'inascoltabile. Vorrei che questo capitasse sempre, per chiunque.
Tuttavia mi rendo conto che nell'esperienza che ho acquisito, mi sono specializzata su alcune fronti e su altri resto in trincea. Non è che si stia male se sai bene chi vuoi difendere e perchè, ma spesso, in realtà, è indifendibile quasi tutto.

Perchè prima della difesa c'è la scelta, prima della scelta c'è la comprensione, prima della comprensione c'è la consapevolezza e prima della consapevolezza c'è un topolino che alla fiera dell'est mio padre comprò. Per circa due euro che equivalgono a quel tot di anni persi nel paese dei balocchi dove il sesso si compra nelle shop line. Continuate a divertirvi, pervertiti!*

Scalza

* uomini e donne, of course

22 giugno 2011

Incamminati



Se il tempo passa o non passa non lo so. Perchè dicono che il tempo è un'illusione della dimensione che viviamo ma quello che dicono ha una valenza che decade nel momento in cui non la sai, non la fai, non la capisci bene.
Però io passo, nel senso che cambio e non sono come ero se non in quei tratti per cui mi riconosco sempre così non rischio di perdermi troppo. Se sono cambiata lo so non da cosa penso ma da cosa faccio e se faccio cose che prima non avrei fatto o non faccio cose che prima avrei fatto, significa che sono diversa, che sono passata. Il che mi aiuta a capire che c'è un divenire dell'essere che si orienta verso chi sei.

Alcuni dicono che le cose cambieranno. Per cui penso che saranno le persone a cambiare, perchè il tempo non esiste. Le persone, si.

Scalza

8 giugno 2011

Offerte non sofferte


Non ho mai sentito parlare male di carne in macelleria. Per questo quando mi parlano bene di qualcosa considero sempre dove sono e questa cosa che rapporto ha con chi mi parla bene.
A volte è solo difesa dei propri diritti di sopravvivenza, lo capisco. E' una cosa logica.
Tuttavia preferisco la realtà che è un po' diversa dalla verità.
La verità è vera per chi la dice perchè ne è convinto, per quello che sa. La realtà se ne frega di quello che sai tu o io, di quello di cui siamo convinti, di dove siamo e perchè.
Per questo mi piace la realtà, ha carattere.

Scalza

30 maggio 2011

Feeting (entusiasmevoli)


Può darsi che io non sappia cosa scrivo eppure un senso tra le righe e le parole tirate in buca come biglie colorate, c'è.
Quando sei meno grande non riesci a capirti tanto e cerchi negli altri risposte che non hanno perchè pochi ti guardano dentro, dove ci sono cose che non sai come sono e che sapore hanno.
Non è sempre per superficialità, a volte quel dentro è chiuso a chiave e non ci si può arrivare.
Quindi cominci a cercare. Cercare. Trovare. Trovare è bello.
Così diventi meno piccolo e stai bene con te.
Rughe o smagliature, segni del tempo e a tempo, non c'è da rincorrere niente.
Solo il profumo dei fiori nel vento o le nuvole che passano. Tanto ci sono mille raggi di sole e stelle che t'aspettano al varco di infinitesime felicità. Quelle piccole piccole, come semi di fiori, che puoi tenere in tasca per spargere tra quegli istanti vuoti che vivi.
Prima o poi fioriranno e sarà tutto bellissimo. Lo dico perchè lo so.

Scalza

24 maggio 2011

Ricorrenti & astrali




Di certi sogni uno non sa che farsene. Ti svegli la mattina e te li trovi là a guardarti e pensi di essere inadeguato a quel guardare. Però poi subentra l'abitudine, la pigrizia, il dubbio che magari può capitare che un giorno ti svegli e capisci cosa devi fare e perchè.
Certe volte è meglio aspettare anche se l'aspettativa non è mai tanto piacevole nè sugli altri e nè su di te (attiva o passiva).
Una volta ero più istintiva poi si cambia perchè ci sono cose-eventi-fatti che rallentano la tua capacità decisionale dal momento che ti sembra di avere una prospettiva più ampia.
E' come trovarsi a dieci metri di quota o a cento metri di quota.
Quello che vedi è diverso e poi forse quando ti abitui a vedere quel diverso, quella roba in più che vedi nel generale e meno nel particolare, ridiventi istintivo. Sarà così.
Meglio aspettare.

Scalza

7 febbraio 2011

Ciaosità pomeridiane

Ci sono robe che vanno a coppia. Generalmente sono gli incompleti, quelli che non sanno che farsene dei ragionamenti perchè hanno già la ragione. E' un po' un semplicismo che non ha niente a che vedere con la semplicità però ci assomiglia.
Certamente resto esterefatta. Forse ho timore di quello che non saprei come gestire, tipo le patate bollenti e i fuori contesti che decontestualizzati non servono a niente.
E so bene che i più capiscono i meno e che i meno se ne fregano di capire ma mi piace pensare che un giorno in questo mondo che più che pazzo è praticamente impazzito, ce ne staremo tutti come violette in un prato di primavera a bearci del sole e della pioggia.
E chi si è visto c'era, chi non c'era non si vedrà.

Scalza

8 dicembre 2010

Ritemprati ma non Rifatti


Il fattore R sarà anche lo stesso ma la differenza c'è.
La cura è semplice, basta mettere un bigliettino davanti la porta di un ufficio con scritto "occupato per questioni personali" anche se l'ufficio non è tuo, il problema personale resta, la questione dell'occupazione non può diventare permanente.
E' l'errosità che ti tempra su una nuova visione. O forse è solo il taglio di capelli, il gusto del lucidalabbra, quella telefonata, la leggerezza di un'aria primaverile scappata dal futuro per venire fino qui da me. Rassicurante come tutto quello che aspetti perchè c'è.

Scalza

6 dicembre 2010

S-traforati dall'italianità




Poi se uno dice "tralascio" vuol dire che lascia "tra".
Se ti fai specificare tra "cosa", è meglio.
Potresti trovarti in perfetto accordo.

A me è capitato.

Scalza

16 maggio 2010

Two

Una cosa certa è che non bisogna uscire con gli ex la domenica per evitare quella compressione che una volta mi creava il lavoro e adesso invece me ne frego.
Tanto è lo stesso, ormai lo so. Però con gli ex non riesco perchè si crea un'interferenza dettata da emozioni congelate che nel bollore ritornano a vivere dinosauramente.
E i dinosauri fanno sempre un po' paura.

Scalza