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13 agosto 2020

25 luglio 2020

Va bene accussì


Non mi piace quando mi dicono "sei + altre parole".
Certe volte le altre parole sono belle e sorridi anche se sai che presto ne arriveranno altre che non saranno belle perchè in fondo tutti siamo come i cieli pieni di stelle, nuvole, luce, sole, oggetti non identificati.

Scalza

30 maggio 2019

Improbabilmente



Stanotte ho fatto un bel sogno e mi sono svegliata sorridendo, un po' ballando e un po' giocando.
Purtroppo la felicità non è sempre contagiosa e quando ho incontrato R. in tre parole e mezza ha bruciato tutto quel buono che c'era.
Forse non era abbastanza, altrimenti l'avrei sconfitto io.

Ritenterò la prossima volta, tanto sogno abbastanza.

Scalza

26 settembre 2016

Perdutamente annoverata tra cose così


Ho imparato ad amare la mezza stagione come tutto quello che, anche se non è intero, sa bastarmi in un attimo (ancora) intramezzato nel tempo che ho qui e adesso. Domani non lo so.

Scalza

23 maggio 2012

My soul



Vorrei dire che ho sempre amato ma non è vero.
Certe volte ho solo fatto finta di esserci ma non è vero, non ero io. Ero l'apparenza di una presenza che s'aggirava nel mondo, cercandomi. Poi mi sono fermata sul bordo di una tazza di caffè. Volevo affogarmi per non sentire più neppure la finzione e mi sono incontrata, con le gambe ciondoloni che buttavo nella tazza dei sassi, piccoli e bianchi. Era un sogno, non ero io.
Vorrei dire che mi hanno sempre amato ma non è vero.
Certe volte mi hanno solo usato per non sentire la solitudine, il vuoto, la noia. Me ne sono accorta tardi oppure ho fatto finta di niente pensando di essere abbastanza forte da reggere il colpo, come quando giocavo con A. a darmi spintoni e poi sono caduta giù e mi sono fatta male la spalla. A. era più grosso di me ma io giocavo, pensavo, sbruffoneggiavo. Poi soffri, in silenzio. Pensi che te la sei cercata ma quello che cercavi era altro. Volevo essere amata così come sono io. Era un incubo, sono andata via.

Restano scatole piene di cose che sceglierò se buttare via o conservare. Altre sono vuote perchè incontrerò altre me stesse in altri se stessi e poi cercherò di amare, sempre. E di andare via quando l'amore non c'è.

Scalza

27 aprile 2012

Faffantùlati



Mio padre diceva sempre che la miglior risposta è quella che non si dà. Effettivamente, in una visione perfezionista, questo è vero ma dall'altra parte blocca ogni forma di espressione e questo nel lungo termine può far male.Per questo io dico al CLB che la miglior risposta è quella che dai in un blog.
Se è titolata è ancora meglio.

Scalza

4 ottobre 2011

Irrisorie e mal procurate offuscabilità

 [Ci sono due fatti che mi fanno riflettere sempre abbastanza, prima di tutto non voglio diventare immortale perchè nella stessa pelle è difficile assaggiare gusti diversi, secondo di tutto non voglio che qualcuno muoia per me davvero. A parole si, ma si sa che le parole hanno un valore imitato e ipotetico e spesso condito di molta suggerita superficialità. Il che è un fatto positivo che le rende praticabili nell'uso comune della comunicabilità].

Tu pensi di essere buono perchè hai dato la caramella a un diabetico, poi magari questo è morto. L'importante infatti non è essere buono ma capire se davvero lo sei.
L'essenziale è capire che l'altro è diverso da te e diverso ci vuole restare perchè ne ha bisogno lui o chi è vicino a lui e forse è innamorato di quella diversità che dovrebbe restare fino a quando lo desidera o può.
Tuttavia questo è un fatto teorico che mal si appresta a diventare realtà dove spesso un cattivo che avidamente si tiene tutto per sè, non rischia di avvelenare un diabetico che morirà grazie a un buono che non ha imparato a farsi i cavoli suoi.

Scalza




22 gennaio 2010

Game Over



Oggi mi ha chiamato S. chiedendomi chi ero. E io gli ho detto chi era lui perchè ho pensato che avesse perso la memoria. Ma lui la memoria l'aveva semplicemente re.load-ata.
Cancellando numeri, eventi, fatti che poi magari non avrebbe saputo come riallacciare ai fili della sua time-line. Poi voleva spiegarmi che aveva cambiato scheda sim o marca di cellulare e non sapeva più di chi era quel numero (che era mio) ma non l'ho lasciato fare perchè anche la sfacciataggine deve avere il limite dell'intelligenza: degli altri, di quegli altri che ti ascoltano.

Ma i pazzi si sa che viaggiano così. E se un giorno ne capissi uno vorrebbe dire che lo sono diventata anche io. Invece ancora non mi capita per fortuna. E conservo tutti i numeri con i nomi legati tra loro e so che non li cancellerò perchè poi magari mi chiama di nuovo S. chiedendomi chi sono e posso decidere che fare. Se inventare una me che ancora non esiste e forse non esisterà mai oppure raccontare che sono morta nell'aspettare quella telefonata là. Tanto per esagerare e stimolare un piccolo senso di colpa che tanto non arriverà, lo so.

Perchè di S. ne è pieno il mondo e anche se cambiano iniziali, il punto resta sempre dopo, lo stesso. Che fondamentalmente sono degli stupidi. Però ci sono anche degli S. diversi, questa cosa voglio specificarla sempre qui.

Perchè poi si potrebbe immaginare che chi scrive in questo pezzo di virtualità abbia una pessima opinione degli uomini-maschi. Non è così, io amo certi maschi, certi mi piacciono molto fisicamente, certi li adoro per come si muovono nel movimento che fanno, altri mi fanno impazzire perchè sono un po' border line come me.

Diciamo che ci sono S. inferiori che possono essere maschi e femmine e che sarebbe meglio non incontrarli mai, non scambiare numeri di cellulare con loro, mail, parole, pensieri, fatti, atti, considerazioni varie, amorevolezze comprese. Tutto qua.

Scalza

20 agosto 2008

Respect


Oggi, mi leggevo, ho certizzato abbastanza.
Stasera, per effetto compensativo dovrei incertizzare ma non so se ne ho voglia.
E poi, se certizzassi un'incertezza, non sarebbe credibile.
Si lo so, c'è chi lo fa. Ma io voglio essere diversa, unica, in-superabile!



Scalza

19 giugno 2008

Pulsatilla

Comunque, mentre mangiavo un gelato ho pensato che certi gusti non li ritrovo più anche se nei baci a volte mi disseto di più.
Come se avessero meno sapore, forse per l’artificiosità di certi aromi che dissaporano per ovvietà, nell’infiltrazione che si crea in quei dubbi che permangono a raccontarmi favole.
Così, da quando mi hai lasciato, il pistacchio non mi piace più.

Scalza

25 maggio 2008

Never


Ultimamente non so che dire e se dico, non dico e mi trattengo perchè ho scoperto che le falle non vanno bene. Ti fanno affondare anche se in Alaska vive una donna che si chiama Akay e ha due figli che stanno tutto il giorno fuori dal pub, ubriachi stabili e suo marito è morto in mezzo al ghiaccio. Forse non era neppure un eroe. Come Abdul che vive in africa e lo chiamano Barabba come suo nonno ma forse lui nonno non ci arriverà perchè alla fine qualcuno ha deciso per lui. E io affondo e penso. Che tutto sommato la crudeltà non ha sapore per questo si diffonde con quella facilità.
Se sapesse di qualcosa se ne accorgerebbero tutti che sono diventati crudeli.

Je le sais.

Scalza

12 febbraio 2007

Perimetrali


Vicina ad assenza, soffro un po'.
Non avresti dovuto parlarmi in quel modo, guardandomi come se avessi colpa del mondo che vivo. Lo vivo per quello che so e che ho.
Vicina in assenza, soffro un po'.
Non avresti dovuto dirmi parole che sai mi colpiscono nel profondo vuoto che nutro di me. Certa che nel tutto, il niente dimora senza un perchè.
Vicina per assenza, soffro di più.

Ma so chiudere delle porte anche se soffrirò. Ancora, di nuovo, però. In giornate dove aspettavo solo primavere in fiori sparsi in mari di erba alta.
Si può sbagliare. Capita.

Scalza