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19 novembre 2020

Proverbiali inutilizzazioni



Sai cosa mi piacerebbe inventare?

Un meccanismo capace di indicare la tracciabilità di quello che dice la gente per lasciar perdere il discorso quando non mi trovo davanti la fonte di quello che viene detto.

Scalza

15 ottobre 2020

Ci sto provando


 

Ogni tanto incontro dei pazzi che vogliono convincermi di qualcosa che so già. 

Per fortuna ho imparato a fingere, del resto sono una donna: è nella mia genetica.

Scalza

24 settembre 2020

Im-pratica

 


Non mi piace chi scrive le cose sui social per altri a cui saranno indirizzate e che magari non leggono neppure. Forse è successo anche per me, io non lo so e continuo a essere come sono anche se ho il dubbio e il sospetto che mi rende insicura, non mi piace.

Trovo che l'umanità sia diventata impraticabile.

Scalza

16 agosto 2020

Assuefatti dal troppo torpore



Mi piace essere inutile. Quando me lo dicono è meglio, mi fa sentire sollevata.
Prima era diverso. Mi feriva. Forse non ho più sentimenti oppure ho imparato a seminarli nella terra dove possono diventare piante forti, fiori, zucchine che posso mettere in padella per grigliarle e mangiarle con un filo d'olio come piace a me.

Scalza

21 luglio 2020

Inlove

Sono stata innamorata tante volte, di tante cose diverse, più o meno discutibilmente connessa con chi/cosa desideravo. A volte è solo un richiamo che ti spinge a un movimento cinetico, ciclico, ritmatico, armonico.
Per questo mi piace la musica.

Scalza


5 giugno 2016

Avevo chiesto cos'è, non ho detto "osè"


Ci sono cose che non so e vorrei sapere. Altre che so e vorrei dimenticare. Se fosse possibile agire con la relatività dei numeri, ce la farei a compensare entrambe le partite e realizzare i miei desideri.
Ma se il mondo fosse matematico, sarebbe certamente più equilibrato.

Scalza

18 aprile 2012

Socialdream



La verità è che ci va equilibrio.
Non nel capire l'altro ma soprattutto se stessi. Capire che non va sempre bene stare zitti. Certe volte è più bello spaccare la faccia a qualcuno con tre frasi ben assestate dove l'ultima è quasi una carezza che compensa il fatto che l'altro non si è quasi accorto di cosa è successo. Tanto la coscienza lo sa. Lo sa quando sbaglia, lo sa quando esagera, quando usa, quando fa male, fa bene. La SUA coscienza mi ha ascoltato e poi glielo racconterà.

C'è un giorno in cui la tua coscienza parla. Che tu sia vivo o morto non fa niente, è solo una questione di tempo e te lo dirà tutto quello che è successo e che hai fatto. Sarebbe meglio per te pensarci prima.


Con la mia ci parlo tutti i giorni. Per questo sono (ancora) viva.

Scalza

19 marzo 2012

Guardami tu!



Dovrei riconsiderare utilizzabili quelle linee sincroniche che si affacciano nella consapevolezza che poi, a conti fatti, dovrebbe servire a stare meglio. Solo a quello.
Ci pensavo stamattina mentre correvo e mi sembrava di non farcela, poi mi è venuto in mente che ho sognato C. & G. che tanto anche se li ho frequentati distanti erano sempre accoppiati, così mi è sembrato di camminare perchè avrei voluto raggiungerli per ripendermi qualcosa.

Io avevo delle scarpe rosse con il tacco, poi me le sono tolte perchè scalza sto meglio e me ne sono andata. Ma se tornassi, potendo, gli darei una sberla come quelle che ho dato qualche volta ai rgazzini che fanno capricci per ottenere quello che vogliono.
Perchè so cosa sono, non me l'ha spiegato nessuno, l'ho imparato dalla Vita. Perdonandomi, ascoltandomi quando tutto intorno non parlava con me, non mi guardava, non c'era, non esisteva.

Ero là sotto la pioggia, il vento, qualche raggio di sole e c'erano anche dei petali di fiore che giravano intorno a fogli accartocciati. Erano i pensieri che ho buttato, non mi servivano più.
Ma tutto torna, l'orientamento esistenziale ti riporta dov'eri e dove sei ancora, anche se hai pensato di andare via. Da quei baci e quegli abbracci che non hai più voluto per quel prezzo amaro che ti hanno fatto pagare quando hai capito che quell'amore che immaginavi non c'era. C'erano solo bugie di ragazzini.

Quando ti dicevano "guardami".

Tutto torna, anche quella libertà di sognare, si, ma solo per me. Per questo sono ancora VIVA.

Scalza

2 novembre 2011

Cosmicamente connessi all'amore & all'ilarità



Ci sono persone per cui sposteresti una montagna perchè gli possa arrivare un po' di sole, con quell'amore che si ha verso chi ti tocca il cuore. Nella speranza che gliel'hai toccato anche tu, però mica si vuole bene perchè si è voluti bene. A volta si fa e bon.
Ma la stupidità fa parte di quell'umanità in cammino che ancora non è, quello che dovrebbe. Ci sono io, l'altro, quello della montagna e il suo amico. Ci siamo tutti, il punto è questo.
Quindi non mi preoccupo se poi, nonostante tutto, quello della montagna si lamenta di nuvole che non sei tu ad aver creato, ma in quell'evaporazione di pensieri sbagliati ha fatto da solo, solo che non lo sa.
Non è che non soffro, anche io piango, mentre ascolto il mio cuore strizzato come uno straccio. Certe volte ho anche pensato che non ce l'avrei fatta. Perchè è stato difficile, sempre, ogni volta come se fosse stata la prima. Eppure poi, mi è bastato guardare una foglia che cadeva come se volasse per volarci insieme. La natura non ti tradisce mai. Tu l'ami e lei ti ama, tu la proteggi e lei ti protegge, tu la nutri e lei ti nutre. E' una risposta pratica che ti dà. La praticità non esiste più. Anche nel volere bene.
Però come dice zio Frank, That's Life, perchè un po' bisogna swingare tra le cose che non vanno altrimenti quelli che andrebbero non le incontrerai mai. Ed io ho sempre tanta voglia di incontrarle.
Per questo adotto uno stile di vita Zen Life.

Scalza



15 aprile 2011

Inconsapevoli sviste



Ieri mentre guidavo, avevo un camioncino davanti che andava pianissimo. Così ho pensato che forse non aveva fretta come me che invece ero in ritardo come sono sempre, del resto. Eravamo in dissonanza, disturbativa [effettivamente].
Poi mentre facevamo una curva a sinistra ho visto una macchina davanti al camion, una piccola utilitaria rossa che ha svoltato a destra e dopo siamo andati tutti e 2 veloci. Io e il camioncino.

Quindi la dissonanza che avevo pensato era errata perchè essendo il camioncino abbastanza grande da coprire la visuale non avevo visto la realtà e mi ero basata su una mia condizionata immaginazione. Che è quella cosa che non ti fa vedere i veri ostacoli e quindi sei sempre fermo, rallentato, disturbato da quello che pensi sia il disturbatore ma non essendolo non riesci ad eliminare il vero problema. C'è qualcosa che mi può aiutare ad evitare tutto questo?

Per questo ieri sera ho riflettuto. Qui (*)

Scalza

20 settembre 2010

Ri-allineati


Le cose restano come sono solo quando anche tu resti come sei. Perchè effettivamente se ti sposti o ti spostano, le cose cambiano e cosa sembrava alto, diventa basso.
L'importante è ritrovarsi, credendo che tutto sia possibile nello stesso modo, sospendendo il giudizio per mancanza di tempo [più che altro]. Se poi tanto i semafori diventano sempre rossi e le favole hanno sempre un lieto fine, vuol dire che è tutto ok.
Vorrei solo essere meno ma anche più. Di cose diverse of course.

Scalza

17 marzo 2010

Plausibili

La mia foglia di violetta africana mi ha raccontato un sogno che mi è piaciuto.
Anche io faccio sogni belli, anche quando la mattina viaggio che il sole tra una scia e l'altra ancora c'è. Nonostante le macchie solari che non sono altro che esplosioni che viaggiano nel plasma cosmico. Dev'essere per quello che A. non mi saluta più quando lo incontro.
Si sarà plasmato cosmicamente come capita quando ti lasci andare alla corrente e non capisci più che consapevolezza hai. Poi un giorno ti svegli e ti dispiace.
Lo so perchè è capitato anche a me.

Per questo poi resto, anche se chi era andato poi torna a chiedermi che ora è.
Spesso è solo l'ora di aspettare qualcosa. Una meteora che sembra una stella che cade come quei sogni che vorrei avere anche di qua, dove non so volare ma resto a guardare il cielo con quelli che come me sanno che prima o poi qualcosa arriverà.

Scalza

10 marzo 2010

Annoverati tra i meno




Ci sono cose che farei meglio a dimenticare ma poi mi accorgo che non le ho dimenticate per niente. E va bene che sono metodica e continuo a ripetere al meccanismo memorico che in fondo non è importante e sarebbe meglio dedicare spazio all'equazione di Schrödinger.
Tuttavia non sono capita e per forza che poi non posso esserlo da quelli che distaccati da me mi osservano con il millemiglia alla mano.
Per fortuna resta il mio buon umore, che insieme al gin è sempre una buona cosa.
Anche se stasera mentre ascoltavo uno swing familiare insieme al tip tap di piatti sciaquonati, ho pensato che in fondo anche questa cosa un senso ce l'ha.
Perchè in fondo si sa che la poco intelligenza è certamente più apprezzata. Si diventa immediati e più simpatici perchè non devi fare grande fatica a capire se ti stanno insultando o ti stanno facendo un complimento. Se capita basta un bel merci bocù. In un caso o nell'altro, of course.

Scalza

4 febbraio 2010

Ammazzeria




Mi dà un pò noia il fatto che non riesco a commentare nei blog degli altri. Ma non è un fatto di mancanza di voglia quanto piuttosto di tecnicismi che ostacolano la mia libera espressione.
Così resto con il commento in canna, non posso sparare il colpo. E' un peccato.

Mi capita anche con le persone, quando mi chiedono una cosa e poi devono scappare perchè non hanno tempo, vanno di fretta e quindi si rispondono da soli. In realtà c'è una logica che adesso che sono diventata grande, ho capito. Le persone non vogliono un commento, nel senso di opinione. Vogliono un SI o un NO. Ci va un secondo, poche storie.

Sarà il condizionamento dei giochi a premi che imperversano in ogni dove.

Scalza

11 dicembre 2009

Dringo che è un piacere


Certe volte scrivo dei post mentre scrivo email di lavoro. Mi vengono bene, mi dispiace cancellarli, così li lascio come quei pout-purY di sentimenti che tra il lascivo e il presivo si addentrano nella mente che senza cuore non opera mai bene.
Un po' come farebbe un chirurgo senza anestesista, una macchina senza ruote, un'abat jour senza lampadina, un cellulare senza ricarica, un tip senza tap, un bo senza luke, un chissà senza il che, etc. etc.

Per fortuna di email lavorative ne scrivo di rado.
Preferisco le telefonate.

Scalza

5 dicembre 2009

Adotta un cretino




Quando incontro un cretino, di solito divento seria.
Quindi, ho pensato, un cretino ha una sua funzione sociale, perchè potresti compensare la sua cretinaggine diventando serio.
Il che potrebbe portare un vantaggio. Come è successo quel giorno che poi, grazie a L il cretino che mi ha ricondotto alla serietà, ho incontrato U che mi ha considerato affidabile al punto da promuovermi senza prova. Sono stata raccomandata da un cretino.
E' pazzesco ma è così.

Scalza

28 novembre 2009

Zompetta Zigolando


C'è chi tiene due piedi in una scarpa, è vero.
Ma forse è perchè di scarpa ne ha una sola?

Oggi ho lavorato con G. che ha una sorella in Perù, sopra le Ande, dove vorrei andare. dove non ci sono tante cose, dove ce ne sono altre che qui sono estinte.
Ogni tanto si possono mandare delle cose (del genere che là non ci sono tanto), che magari uno butta e ci sono quelli che per fortuna tu conosci direttamente e le portano con dei camion ma non devono essere scarpe e quaderni. Perchè l'ignoranza aiuta e con le scarpe vai più lontanto. Cosi se per caso ne mandi un paio, al controllo di quei guardiani, schiavi degli schiavi dei padroni del mondo, buttano via la scarpa sinistra. Quella destra la lasciano, perchè forse sono di quella tendenza là.
In ogni caso è una schifezza, perchè io scalza ci vado che ne ho voglia ma quei bambini ci vanno senza scegliere e questa cosa mi fa venire a volte talmente nervoso che chiamo M. e ci litigo. Tanto con lui di motivi ne ho a iosa.

Scalza

16 ottobre 2009

Sottrattivamente parlando


Non sempre gli sfoghi servono. Ci va la musica, per esempio. Ballarci sopra è meglio ma anche sculettare mentre si fa qualcosa che dovrebbe lavorativizzare qualcuno per contratto stabilito a priori o in nero, fa lo stesso.
Certe cose, confesso, mi piace di più se sono sporche perchè mi danno un gusto migliore. Come la frutta presa attaccata agli alberi che magari non è proprio disinfettata e purificata ma è più buona per quella s-porcheria che tra i raggi si addentra fino a succosare la sostanza. La sostanza è sempre più fondamentalmente importante. Per esempio R° è uno di sostanza e mi piace il suo sostantivizzarmi senza troppe preliminarità. Poi è carino, perchè pensa che io sia innamorata di lui e questa cosa mi aiuta a pensare che so ancora innamorarmi anche se temo che non sia vera. Forse lo è. Chissà. Mi piacerebbe se lo fosse ma so che sarebbe troppo bello per me. Quindi immagino che non lo è.

E' una fortuna essere superficiali. Non da tutti, intendo.

Scalza


24 giugno 2009

Alterare annotazioni


Il massimo dello stress è riciclare la lista della spesa di terzi per risparmiare tempo.
Il fatto è che funziona abbastanza bene quando il cervello è parzialmente rifasato su altre dimensionalità.
Quelle di A* sono le migliori.
D* usa troppa roba chimica. La spesa di P* è un po' tirchiarola e la faccio solo quando sono un po' in bolletta.
Alla fine sono quasi tutti utili. A parte R*, of course.

Scalza

28 maggio 2009

To change [to me]




Non so.

Stamattina mentre guidavo pensavo a tutta quella gente che non ho mai capito e mi chiedevo perchè prima desideravo capirla. Forse in quel capire loro c'era anche un po' di me.
Perhcè se oggi che è dopo non mi interessa più di farlo è perchè sono diversa io, non loro.
Quella gente è rimasta uguale in quel modo che era, magari un po' spostati dal vento e dal tempo che passa. Magari non è più importante.
Perchè bisogna scegliere anche come occupare il tempo nella testa e nelle cose che si pensano che poi diventano quello che sei, che fai.

Per questo non so.

Però vorrei saperlo perchè mi aiuterebbe ad andare più velocemente, giusto per irrompere con qualche limite in certe quotidianità che sfioro mentre il "to-move" incombe nell'assolutezza che hai quando sei. Che non puoi certamente essere scambiato per altri-menti. Sei proprio fatto in quel modo che poi chi deve, sa riconoscerti, anche se cammini in mezzo a una folla di gente che non hai capito e che non ti interessa di capire più.


Scalza