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14 settembre 2016

Irriverenti ma praticabili per esasperata priorità acquisita dalla manchevolezza varia



D. mi spiegava sempre che "tutto" e "niente" sono la stessa cosa. Per questo, forse, non mi ha mai dato niente. Per lui era tutto.

Scalza

22 agosto 2016

Multiparzialità


Scegliere una correttrice è come scegliere un fidanzato. Devi sentirti a tuo agio nel vedere gli errori che fai, nella comprensione che puoi imparare: sei sempre in tempo per scrivere meglio o per amare. Dipende dal caso di cui stiamo parlando.

Scalza

23 maggio 2016

Something


Se fosse una gara, ti lascerei vincere perchè ogni vittoria un prezzo ce l'ha.

Scalza

27 giugno 2015

Affabulare in prontità


Spesso la confusione mi ha aiutato a creare quell'opportunità che stavo cercando per uscire da angolazioni dove sarei rimasta cristallizzata in un incubo che non mi apparteneva.

Scalza

4 dicembre 2013

Distribuiti casualmente nelle proprietà statistiche del caso



Oggi R. mi parlava di una che ha fatto cose orribili, manipolato alla grande, ucciso (mentalmente) tante di quelle persone che dovrebbe essere ricercata dall'FBI sezione "persone pericolose".
Andando a fondo abbiamo capito che quell'una ero io.

E' sempre bello quando il caso vince sulla legge statistica dell'improbabilità.

Scalza

15 settembre 2013

Possibili rallentamenti



Quando incontro un ingorgo, mi capita di pensare. Per questo non sopporto gli ingorghi.
Il pensiero che si fa in un'auto chiusa non è mai buono. Gira nello spazio rinchiuso come un lupo affamato anche se hai tolto il ricircolo e aperto un po' i finestrini.
Oggi ho provato a fare amicizia ma i lupi non sono troppo facili da capire, più semplicemente ti azzannano e portano via un pezzo. Se ti serviva, sei fritto.
Per questo oggi ho sbagliato tutto. Mi serviva quel pezzo là.

Scalza

1 settembre 2012

Sparsitudini




Il destino ti dice che fare, la testa no.
La testa orienta il tuo non fare su un affacendamento che ti fa solo perdere tempo in cose che tempo ne hanno troppo. Per questo poi sei stanco.
Io mi sparso. Come si sparsono quelle foglie che cadono e vanno, si fermano, poi vanno.
Sparsata così per dire ma anche nell'essere che non mi interessa più il dopo perchè alla fine avevo dei sogni e non è andata come volevo. E' stato tutto diverso. Di quelli che non mi hanno invitato mai alle loro feste ma che hanno sempre partecipato alle mie. Di quelli che hanno conosciuto ogni mio amico ma io non so che faccia avevano quei nomi di cui dicevano. Compagni no, quello si fa viaggiando.
Per viaggiare devi essere sparso ma anche sparsato.
Per questo ti sparso. Come si sparsano il pepe e il sale nella minestra insipida che ti danno quelli che si affacciano alle finestre per prendere aria mentre tu cadi, vai, ti fermi e poi vai.
Sparsato nell'essere più che nel dire e non ti interessa più dopo, perchè prima avevi dei sogni ma non è andata come volevi. Forse è meglio cosi.

Scalza

30 agosto 2012

Addizionabili per divisibilità



Certi giorni quando chiudo le imposte prima di dormire c'è F. che mi guarda dall'altra parte e vorrei salutare con la mano ma penso che sia meglio non farlo.
 Mettiamo il caso che guarda oltre la mia esistenza e io ho frainteso, magari ci resto male perchè avevo pensato che gaurdava proprio me.
Certi giorni F. neppure c'è e quindi non ci penso affatto, chiudo le imposte e faccio entrare il gatto e poi mentre sono a letto penso che magari io non ho visto F. anche se c'era perchè non è che posso avere la vista a raggi X e vedere daperttutto. Io ho una vista normale che spesso è distratta dai pensieri che  mi pensano direttamente così almeno risparmiano tempo e fatica.  Per questo non riconosco sempre chi incontro. E di questo mi dispiace tanto.

Scalza

3 agosto 2012

Affiancati ma inaffidabYli



E' brutto capire le cose dopo che sono successe. Io vorrei capirle mentre capitano per avere una reazione adeguata al fatto che succede. Invece sono ritardata come certi orologi meccanici. Forse ho solo bisogno di oliature, di un bravo aggiustatore.
Se lo conoscessi ci andrei. Gli direi di aggiustarmi la sfasatura che mi porta a comprendere le cose e se non riesce, a togliermi del tutto quel meccanismo di comprensione. Perchè in ritardo non mi serve a niente come quando trovi l'ombrello che ha già finito di piovere o le chiavi di casa che non sei più a casa tua perchè quando è notte da qualche parte devi stare.
Mi piacere avere ascolti più semplici. Invece la casualità mi guida sempre nel secondo ascolto, quello che poi mi fa scoprire il doppio strato della verità. Lo strato più essenziale, quello che ti nutre veramente e ti spiega quell'istinto che si muove e ti fa storcere il naso quando qualcuno ti fa i complimenti e tu non capisci perchè senti che ti sta dicendo il contrario. Poi capita sempre che trovi quel contrario da altre parti, in altri modi, perchè per essere buoni finteggioni bisogna essere bravi attori ma la vita non è Made in Hollywood, of course.

Scalza

23 luglio 2012

Frontiera



Sono stati anni difficili. Ho perso mio padre, mio figlio è diventato grande e io mi sono sentita inadeguata. Come quando hai le scarpe troppo grandi o i jeans troppo stretti che va bene lasciarli mezzi aperti fino ad un certo punto. Quel punto che ti rende normalizzata in quella specie di visione dove resti a tappezzare un quadro che prima o poi speri che qualcuno completerà.

Spesso infatti è come quando guardano un tuo profilo, come se poi dovessero stilare un identikit. Giusto per parlare male e ricordarti quei difetti che nessuno amerà di te ma che a te piacciono tanto perchè ti rendono diversa così come vuoi essere per assomigliare solo e sempre più a te stessa.

Altri ti confonderanno in mezzo a mille altri occhi, nasi, bocche. Sarai una che è un miscuglio di idee e di ricordi ma se non lo sai sei mezza salva. Meglio non sapere tutto, l'ho capito quando incontravo quei qualcuno che dicevano di cercare un altro amore ma intanto parlavano di tutti quelli che avevano avuto tranne che di se stessi.

Sono pochi quelli che hanno il coraggio di guardare veramente in se stessi che è lo stesso coraggio di guardare veramente negli altri, come quando si apre veramente un libro e si legge qualche riga per capire. Alcuni approfondiranno il capitolo ma solo pochi lettori arriveranno a leggere tutto, prefazione e sommario compresi. E poi sogneranno su quelle parole, le rileggeranno e scriveranno qualche frase su un biglietto di auguri di natale o forse per un anniversario importante.

Sono stati anni difficili. Ho perso mio padre e mio figlio è cresciuto con quella fretta che hanno tutti gli uomini quando arrivano alla soglia di quella falsa indipendenza che non fa che legarti a luoghi comuni e dati di fatto. Passerai l'altra metà della vita a cercare di capire cosa ti fa sentire infelice e se sarai abbastanza fortunato, arriveranno anni in cui ti slegherai e potrai dire: sono stati anni difficili, ma ce l'ho fatta.

Scalza

27 aprile 2012

Faffantùlati



Mio padre diceva sempre che la miglior risposta è quella che non si dà. Effettivamente, in una visione perfezionista, questo è vero ma dall'altra parte blocca ogni forma di espressione e questo nel lungo termine può far male.Per questo io dico al CLB che la miglior risposta è quella che dai in un blog.
Se è titolata è ancora meglio.

Scalza

31 gennaio 2012

Visitors & the movie



Vorrei dire sempre quello che penso. Invece negozio mutismi in cambio di quella semilibertà che mi permette di restare attorniata da sottolineature atipiche ma vicine a me per quel calore di vita, per quel battito che a volte mi fa sorridere.

Certe volte è del cuore, altre volte è di altro. C'è chi dondola anche mentre aspetta un tram, c'è chi non lo fa mai. Ti sembra che sia una cosa diversa ma poi ci sono attimi dove puoi verificare che esiste una similitudine anche in chi è diverso, profondamente diverso. Perchè ci sono attimi dove anche chi è totalmente altro, ti apre il cuore e ti parla con la sua voce, guardandoti come se vedesse proprio te e non un altro, apparenza o dissolvenza, interferenza o sub-personalità.
Sono momenti incredibili e meravigliosi in cui si è semplicemente umanità.

Vorrei sempre dire quello che penso. Invece so che non lo posso fare. Anche quando scrivo su spazi relativamente liberi  ma solo perchè condizionati da quella creatività che per me sogna, per me si muove, per me apre discorsi indiretti anche se spesso indirizzati dalla ragione. Anche quando mi sento isolata nel mio spazio inter/dimensionale perchè uso codici di accesso che non conosco ma inconsciamente mi difendono dall'ombra che ho. Anche quando sono l'unica a capire quello che ho cercato di dire.
Non fa niente, ci ho provato perchè volevo dire quello che pensavo.


Scalza

17 gennaio 2012

Rime



Mi ricordo Alcune cose.
Altre le ho dimenticate.
Sono infastidita da chi cerca di sconfinare nel mio entusiasmo perchè mi vuole vedere infelice. Non divento infelice così come vorrebbe ma resto infastidita. I fastidi sono quelle cose che non è che ti impediscono di vivere ma un po' ti frenano. Come se vuoi correre e qualcuno ti dice "metti queste scarpe che sono perfette per correre" e tu ci credi, cioè ti sei presa per buono qualcosa che poi si rivela essere fastidio, perchè quelle scarpe là, in realtà non vanno bene per niente, anzi, pesano quanto tre persone uguale a te, così fai fatica, muovi dei passi trascinandoti il fastidio. Certo, basterebbe toglierti le scarpe solo che questa cosa mica la sai. Potrebbero essere dei guanti, gli slip, la maglietta, il reggiseno, la pinzetta con cui ti fermi il ciuffo ribelle. Se lo sapessi te li leveresti ma non lo sai e continui a strascicare il peso, cercando di mantenere alto l'entusiasmo che però, è quasi normale, è smorzato e ammazzato dal fastidio che non solo pesa, ma nel tempo soppesa e sospesa ogni tua abitudine e ogni tuo pensiero. Finisci per restare così. Seduto perchè appesantito.
Mi ricordo. Alcune cose.
Altre le ho dimenticate.

Scalza

21 novembre 2011

A botti piene




Mia nonna diceva sempre "chi dorme non piglia pesci" ma se il pesce non ti piace, chi se ne frega. Poi tanto oggi con quelle diavolerie che fanno puoi anche dormire tanto ci pensano quelle a prendere il tuo pesce che poi eventualmente puoi scambiarlo con quello che ti piace di più.
Tuttavia ogni tanto fa bene anche stare svegli, diavolerie a parte, altrimenti ti perdi dei bei tramonti, certi sguardi, parole, passeggiate, aria fresca, abbracci, sapori, odori.
Si, lo so che sono cose che puoi anche sognare, però le vive quella me del sogno, non io che sono al di qua dell'al di là. Per un equilibrio sano e consapevole, meglio svegliarsi un po'.

Scalza

17 novembre 2011

Abdicanti liberalità



Io detesto F. per una somma di mancate qualità che si esprimono in difetti. Non posso dire di odiarlo perchè l'odio è faticoso e ti fa sprecare un sacco di energia: ci va una forte motivazione per odiare.
In fondo F. non mi ha fatto niente, se non disturbarmi ogni giorno con le sue infinite fesserie.
Però non so se sia peggio un D. che con in un agire solo cerca di ammazzare la tua vivacità o F. che ti tedia nell'innumerevolità fino a farti sfinire per sfinimento che è quasi un arrendersi all'evidenza di errate considerazioni fatte per troncare la continuità statica di mancate ampiezze.
Credo che sia una questione di scelta. Se io fossi abbastanza ignorante non dovrei neppure pormi la questione. Ma se fossi enormente ignorante, vivrei benissimo.
Preoccupata del make up anzichè dell'underscore sarei perfetta.Come tu mi vuoi.

Scalza

11 aprile 2011

Ammarati di vitalità




Ci sono momenti e momenti. Dicono così. Solo che la quantificazione dei momenti non si sa bene quanto sia. Se questo momento che vivo fosse lungo preferirei non saperlo, l'illusione di una cortezza mi aiuterebbe a viverlo meglio.
Ho accumulato un po' di delusione umana negli ultimi mesi che devo ancora smaltire come si fa con le ubriacature massive, quelle che tutti facciamo inconsapevoli.
Citerei dei fatti ma so che farebbe male ricordare perchè li rivivrei ancora. Preferisco dimenticare, guardare verso quell'immensità che è la Vita, dove le onde nascono soffiate dal vento libero, dai sogni, dalla leggerezza, dalla bellezza del Creato.
In un mondo che è così pieno di colori e contraddizioni mi viene solo da sorridere e guardare tutte quelle piccole pratoline nel chiacchiericcio che tutto intorno c'è.
Non si può non amare. Non è possibile.
P. mi ha detto che è una forma di illuminazione che mi fa bene anche se mi fa male.
Se è così, lo capirò. Per adesso so solo che:

1) non è possibile spiegarsi con chi non ti vuole capire fino a quando non cambia la sua volontà;
2) è inutile piangere sul latte versato soprattutto se sei intollerante al latte (che in un certo modo vorrebbe dire che non te ne dovrebbe importare niente del latte);
3) in fondo quello che conta è sempre e solo la Realtà, il resto è pour parler.

Scalza

2 agosto 2010

Arrancabili e bon




Se poi uno dimentica carezze che ha avuto in un remoto passato allontanato, vuol dire che non erano abbastanza consistenti, come le parole che non servono come i fatti ma certe volte possono bastare.
Ma in realtà è solo perchè ci sono bastoni tra le ruote che fermano i raggi e sbalengano le salite che piacciono non a me e le discese che piacciono solo a me. Sarà che mi ricordano i voli che facevo quando sognavo tempi diversi, prati più ampi, erba meno ogm, canzoni più scanzonate e altre cose che adesso non trascrivo per mancanza di tempo e di noia.
La noia è fondamentale, anche nei rapporti. Li rende stabili, omeopatici, allineati su equilibri cristallizzati che raggelano le posizioni e non le scardinano più. Anche la polvere è fondamentale, sulle vecchie fotografie e sui ricordi che uno non sa dimenticare. Li rende quasi impalbabili e le cose da dimenticare, impalpabili rendono meglio. C'est vrai.

Scalza