Visualizzazione post con etichetta Speriment-abili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Speriment-abili. Mostra tutti i post

29 ottobre 2020

Ragionamentabilmentati


 

Mi piace l'autunno perchè posso mettere i miei golf sopra le magliette e sentirmi ancora nel caldo e nel freddo nello stesso tempo. E' come avere due piedi in una scarpa, che dicono che non si può o non si deve ma se tu porti il numero 35 e prendi una scarpa 44, forse ce la fai.

Scalza

21 luglio 2020

Inlove

Sono stata innamorata tante volte, di tante cose diverse, più o meno discutibilmente connessa con chi/cosa desideravo. A volte è solo un richiamo che ti spinge a un movimento cinetico, ciclico, ritmatico, armonico.
Per questo mi piace la musica.

Scalza


23 dicembre 2013

don't break my balls



Per tutta una serie di fattori X Y Z che coordinano lo spazio cosmico che abito, mi tocca tergiversare su tante di quelle palle che spesso sono stata tentata dall'organizzare in un semplice conteggio numerale. Tuttavia, sono presa da altri fattori che limitano il mio tempo per le bischerate.
Quindi mi tormento in silenzio, restando sorridente per semplice circostanza.

Scalza

13 settembre 2012

LoseR






Un Maestro è chi ha perso tante volte perchè ha qualcosa da insegnarti di utile, di saggio, di vero.

Scalza

18 agosto 2012

Io non sono affidabile ma ho un misuramometro


Ho inventato tante cose mentre pensavo a quello che avrei potuto fare per superare quel problema che avevo e quindi in un certo modo sono salvabile per effettività.
Che poi se riesci ad essere effettivo che cosa vuoi di più? non puoi chiedere altro, in fondo.
Però a dirla tutta mi piacerebbe qualcosa che sia in grado di portarmi indietro nel tempo per aggiustare quello che ho capito dopo e che adesso mi crea qualche contrattempo. Lo so che poi c'è il collasso spazio tempo ma tanto qui è già tutto abbastanza collassato. Non saranno certo i miei viaggetti a peggiorare la realtà.

Scalza

15 novembre 2011

I like FOR You




Focalizzare non serve, neppure esplicitare. E poi a me MI piace fare così. Lasciare tracce di insensate considerazioni che però concretizzano molto il senso di quello che altrimenti dicono quelli che sanno verificare attitudini mentali come esploratori di mondi non considerati seppure conosciuti.
Preferisco il "to move"  anche se mi hanno già segnalato all'unità cinofila perchè io & il mio Lupo siamo assegnabili di qualità indiscutibili nello spostare quell'attenzione poco pratica su quelle immense questioni inutili che si presentano insinuose nell'oggettiva ma illusoria sinuosità, suadenti, cadenti eppure così propriamente accattivanti. Per questo io cado, tu cadi, loro cadono, noi cadiamo eppure resistiamo ancora. Ai baratri indiscutibili di processioni labili e inesorabilmente volte a farci dimenticare.

Ma io no, io non MI dimentico.

Scalza

25 maggio 2011

Cosa dire - a chi - perchè (Tate Tanka)




Ci sono tre cose che dovrei sempre tenere in considerazione mentre mi relaziono nei colloqui sparsi ma anche con me stessa, quando dialogo per riprendermi una certa considerazione soggettiva che, si sa, fa sempre bene perchè ti evita rimbambimenti sociali.

Ad esempio non parlo mai di energia con R. perchè tanto ci capisce un cavolo tranne quando voglio depistare l'attenzione su altri fatti che lui vorrebbe sapere ma io non gli voglio dire e per stroncarlo nella bassa attenzione di cui è corredato, lo fulmino con un dire che so e che lui non sa.

Ma poi chi se ne frega, il punto è questo.

Fatto sta che il chi e cosa sono più importanti del perchè, bisogna capirlo subito. Perchè le cose che tu dici non sempre vengono ascoltate. Ad esempio il CLB mi ascolta nei primi dieci secondi quindi cerco di concentrare tutto l'essenziale in frasi zen e concise. Ma ci sono quelli che ascoltano soprattutto quando sei deconcentrato oppure rilassato. E quello che hanno ascoltato, perchè PRIMA DI TUTTO L'HAI DETTO, non si sa se lo lasciano là o lo portano altrove.

Anche il vento lo fa. Racconta le storie che incontra. Profumi, fieno tagliato, carne alla brace, rose selvatiche e qualche parola di troppo. Il vento è mio padre, queste cose me le ha insegnate subito.

In ogni caso anche se me le hanno insegnate qualche volta le dimentico e mi faccio fregare dal contrattempo che mi deruba di tempistiche preziose per il mio benessere. L'importante è capirlo, anche dopo, mi aiuta a rinsaldare le sane abitudini che alcune pratiche mi hanno inquinato.

S. dice che siamo come tante galline in un pollaio ma io ho conosciuto tanti polli, di galline solo zampe attorno agli occhi e cervelli poco usati. Compresi i miei, ovvio.
Del resto se S. avesse ragione si chiamerebbe gallinaio e benchè se ne dica, il lessico ha sempre una sua ragionevole osservazione sul reale molto di più di quello che spesso fa la colloquiale conoscenza impratichita solo dagli usi e abusi che ti fanno sembrare le cose normali anche quando normali non lo sono per niente.

Ci pensavo mentre ho finito una relazione per U.T.

Scalza

22 marzo 2010

RagioniAmo

Nell'effettivo ci sono giornate che si rovinano da sè ma poi si aggiustano anche da sè. Dev'essere perchè sono fatte come un'altalena e quando ci sali sopra, finisce così. Un po' su e un po' giù. E più ti agiti e più vai veloce, su e giù, giù e su, perchè l'agitazione funziona come una spinta che muove il movimento, sempre di più.
Che poi basta poco. Scendere dall'altalena o fermare l'agitazione.
Domani provo la giostra. Se è uno scivolo, torno dopodomani.

Scalza

11 marzo 2010

So free



Forse quando il CLB sarà grande, diventerò grande anche io.
Ogni tanto ci penso e vorrei essere maggiormente organizzata sulle cose importanti che sono quelle che non vanno mai via. Per fortuna è così.
Qualcosa va meglio.
Da quando penso meno - faccio meno chiacchiere - righello di più, sto meglio.
Mi piace perchè ho dei fatti e contesti da rapportare al mio vedere che in fondo sono meglio dell'immaginario de-costentualizzato che spesso domina incontrastato per fatti illusori.
Poi ho capito che vivere quello che ho è meglio che rimpiangere quello che non ho.
Forse è la praticità che alla fine ti aggancia come fa L. quando mi guarda e guaisce arfeggiando. Sa bene che farò proprio quello che desidera come fa sempre chi ti ama senza bisogno che gli racconti la rava e la fava.
Essere agganciati in fondo è bello. Meglio che essere pensati, meglio di quelli che ti chiamano tutti i giorni per relazionarti la loro vita, meglio.
Un panino, due risate, mezza birra perchè non hai gli spiccioli e devi con-dividerla e fuori anche se nevica è quasi primavera, si sente, lo sai.
Che arriveranno raggi di sole più diretti verso di te a solarizzarti come un occhio di bue sul palcoscenico della Vita. Il copione ce l'ho, l'ho scritto io e quindi so bene com'è fatto, sono più organizzata nei dialoghi, so capire meglio le intenzioni che quasi sempre manipolo attraverso quella carismatica predisposizione all'allegria che sa farla da padrona.
Se ogni tanto mi lamento è solo per non dare troppo nell'occhio.

Scalza

29 gennaio 2010

Spot




Travisare a volte è meglio che capire.
Soprattutto quando ti hanno detto una cosa bruttina e tu, per quella forma di ottimismo che sostiene il buon umore, hai capito che era bella.
Cioè, la travisatura, se capita, spiega molto di un essere umano. Tuttavia denota una scarsa capacità di comprensione del Reale.
Certe volte, in ogni caso, la travisatura è indispensabile.

Scalza

2 dicembre 2009

Sulla Righellatura (effetti)




Una righellata al giorno toglie il medico di torno.
Per chi la esegue ovviamente.
Chi la riceve nel tempo forse un medico se lo deve cercare, soprattutto se :
1) la riceve nello stesso punto X ;
2) ha un fisico burrolento (il burroveloce si rassoda);
3) la riceve da un righellatore professionista;
4) la riga righellatrice è in acciaio inox 18/10.

Potrebbe sembrare perfidia ma se la vita è un polo attrattivo verso le esperienze formative dell'individuo, come già si afferma nella dialettica maya-na, se uno le fa (le esperienze) un altro le deve ricevere (le esperienze di prima) se si tratta di esperienze socio-umanizzate.
Il che ha un senso di equilibrato zen.

Love Life


Scalza

13 novembre 2009

Senza un vero perchè, ma veritiero sempre




Stamattina mentre viaggiavo ho pensato che da un po' di tempo attraggo persone differenti da quell'ugualismo a cui ero assoggettata per karma, credo. Qualcosa di simile.
Che poi mi veniva da pensare che erano tutti così ma per fortuna conoscevo qualcuno che era diverso ma che l'avevo attratto prima, quando ero meno alta e più immaginativa.
Ecco, forse è l'immaginazione che avevo cambiato, va a capire.

Però poi parlando con V* di questa cosa, mi è venuto in mente quello che diceva G. che si attrae quello che si è, quindi molto probabilmente io ero quell'ugualismo che non mi piaceva ma che avevo e se ce l'avevo era solo perchè io potessi capirlo, fino in fondo.

Adesso che l'ho capito e che lo so, dovrei incontrare un diversismo. Mi completerebbe meglio, colmando le mie mancanze e sublimando alcune oggettive difficoltà.
Mi piacerebbe perchè un po' mi ero annoiata dei soliti discorsi e delle solite cose.
Rimaneggiate un po' per un fatto di personalizzazione in personalità, perchè in fondo l'ugualismo era per certi fatti-atti che poi scemavano come l'entusiasmo di quelle serate dove le aspettative sono esagerate e i capitomboli sono assicurati ma senza quel casché che potrebbe enfatizzare meglio l'illusione dentro una delusione. Di quando sai bene che le cose stanno in quel modo che non ti va, ma fai finta di niente e spalleggi mentre ancheggi, sculetti mentre alzi il morale con il crick della portabilità. A volte è più semplice, se è primavera ad esempio. Oppure se mille foglie gialle e rosse irrompono sotto un cielo grigio di un quasi inverno. Anche le neve andrebbe bene o il caldo dell'estate. Forse meglio un gin, una telefonata isterica di un amico stressato, due inviti a cena contemporanei tra loro, che accetterai per confonderti meglio e pensare meno.
Cioè fino a quando ti accorgi che oltre quel piccolo patatrac che può capitare, c'è un'ampietà intorno che può ancora saziarti. Più di chissà+che.

Scalza

5 novembre 2009

Vincolati a liberalità


C. diceva sempre che non mi capiva e che voleva essere nella mia testa. Perchè pensava che quello che dicevo non era quello che pensavo. Era una supposizione che non voleva rimaneggiare dal momento che avrebbe comportato l'accettazione di cose spiacevoli. Per lui.
Così alla fine gli ho dato l'indirizzo del mio blog, mi sono presa del tempo e dello spazio per parlare praticamente solo di lui e dopo un tot di tempo, non mi ha chiamato più.

Il che ha finalizzato i miei finalmente perchè di C. davvero non ne potevo più.
Tuttavia nel tempo del mio rimaneggiamento ho potuto riflettere anch'io qualcosa.

La verità fa male, spesso NON si sa. Infatti quando ti dicono le cose che ti infastidiscono o ti danno fastidio, spesso da questo puoi capire che si tratta di veritismi perchè se fossero cretinate ci faresti una risata e non ci penseresti più. E' la tortura interiore che rappresenta che ci hanno preso e che tu sbagliavi a pensare che zorramente ti eri nascosto bene sotto quei quintali di rappresentazione scenica con cui insceni il tuo reale.

Comunque io nella testa degli altri non ci vorrei stare mai. Faccio già una bella fatica a stare nella mia.

Scalza

16 ottobre 2009

Orizzontare verticalizzati decentemente




A me piace la musica romantica perchè spesso sono ironica.
Se fossi romantica preferirei l'hard-heavy-metal-etc.
Poi era tanto che non mi capitava di essere spiazzata nel senso di spostata dalla piazzatura dove mi pareva di stare bene, mi ci ero abituata. Mi sono trovata in assenza di tempo e spazio e ho pensato di scrivere un post.

Leggevo di qualcuno che ha chiuso il blog, che poi l'ha riaperto e l'ha spostato. Si chiama ONNI mi pare. Dev'essere una persona simpatica, mi ricorda un po' me. Nella ricerca di chissà-che che se si potesse scrivere attaccato funzionerebbe meglio forse. Un po' come se si potesse viaggiare appesi ai propri sogni.

Poi, se proprio devo scriverla tutta, che A§ mi abbia detto quelle robe non mi va giù e non mi piace neppure capire che il 35% delle persone che conosco si chiama A-qualcosa. Vuol dire che sono ferma sull'inizio e non conoscendo neppure una Z-eta mi sembra di essere ferma. Per questo forse movimento blog-gheria, facezie, inezie, sconcezze.

Mi sembrerebbe più giusto riflettere a questo punto.

Sul fatto che il vuoto spesso non si riempie con l'inconsistenza. Tuttavia la pigrizia e la noia insieme a volte reagiscono come una formula chimica producente lancinante disper-azione. E fai quelle cose che non assomigliano per niente a quello che è un progetto, un desiderio, una cavolo di idea che ti eri fatto mentre passeggiavi sulla pedonale che c'era ancora un sole caldo e avevi una maglietta rosa con un fiore che ha ricamato P* e per caso anche se il caso non esiste e poi hai incontrato G§ che di solito va in bicicletta ma era a piedi perchè stava andando incontro a M^ per stare un po' con lei e mentre te lo diceva ti guardava in quel modo che poi uno si fa le fisse e le fosse. E nelle fosse non è che si stia tanto bene, diciamolo pure. Scriviamolo con quei pennarelli indelebili sulle fiancate di quelle automobili di chi è antipatico o ci ha fatto qualcosa di male o semplicemente non ha mai deciso ma apertamente ti considera ogni volta che ti vede per farti male e per vederti soffrire perchè tu sulla pedonale non ci vai per incontrare qualcuno ma solo per stare con te stessa e riflettere mentre il sole precipita sui fili d'erba e riflette un giorno speciale per chi vuole che lo sia. In fondo è giusto così.

Mi piacerebbe solo imparare a disincontrare tante persone. Tutto qui.

Scalza

12 ottobre 2009

Vigilantes





Si lo so.
Che me ne frega.
Oggi c'è vento che mi porta via.
Ma quanta amarezza deve passare in una certezza?

Cattivi umori che poi passano per fortuna accarezzati da quella facile ironia con cui il mondo mi appare più pappabile in un gnamizzo che mastichevolmente assaporo come cicles e poi ritorno su e giù sinistrando anche se destreggio bene. Me l'ha detto V* che dicono di me.
Io ascolto e sorrido. Che ne sanno. Che me ne frega. Si lo so.
C'è un altro sguardo che mi porta via [da te].

Ma quante sciocchezze passano come foglie che cadono e calpesti perchè sono basse, troppo basse. Raccoglierle non va bene, poche sono belle che ci puoi fare anche un quadretto e appenderle sopra il muro della cucina per ricordarti che l'autunno arriva sempre. Anche se c'è il sole e fa ancora un po' caldo.
Che me ne frega, si lo so.
C''è un altro giorno che mi porta. Da me.

Scalza

30 giugno 2009

Terapeutici ma non praticabili


Gli snack sono comodi ma se non mangi da troppo tempo non ti levano la fame.
Come le sveltine, insomma.
Se però hai in previsione un viaggio nel deserto, sono una buona opportunità per abituarti all'astinenza. Nel tempo, ovvio.

Scalza

6 maggio 2009

Liberamentari

Se mi ricordassi sempre di dire quello che ho pensato, forse sarei già morta.
Per fortuna la mia memory card è labile, sottostante al desiderio che ho di vivere senza soccombere alle giornate fritte in padella per nutrire quell'esigenza che c'è.
Di esserci a tutti i costi, di ripetere versi consumati come quei cicles che mi passavano in bocca liberamente, senza pensare che in quel masticamento c'erano pensieri fatti e digeriti.
Era più facile, meno distinguibile di quello che oggi è il finto perfezionamento a cui vorrei non appartenere per esigenza di naturalità.

Per fortuna, esisti anche tu. Che come me sogni ancora, viaggi in sospensione senza esserci troppo, senza spingere in quel modo artificiale che ti renderebbe affintato nei gesti e nell'espressione dell'affettività. Biologicamente dovrebbe essere preferibile dirigersi verso la vitalità. Chissà perchè non capita.

Scalza

3 marzo 2009

Resistenti al rimaneggiamento




La predisposizione romantica diventa quell'atteggiamento che ricerchi, quella qualità che ancora non esiste perchè in fondo, la tensione in cui resti serve a sopperire quei limiti che hai. E percepiti ma non avanzati nei resti dei ricordi di chi ti ha scordato per chicchessia, si riesce anche a volare, voltare, vocalizzare, meglio di quello che di solito fai. In quello stato definito come normalità.
Poi ci sono giorni che mal comprendi un "ciao" che evidentemente ascoltavi con altra parte di te, quella che nelle tasche rimaneggi tra centesimi che non ti servono a niente e quindi non usi.
Alla fine è facile restare assemblati dall'esperienza vissuta ed invece sarebbe così bello poter assemblare il vivere per esistere.
E' il contrario che confonde e rimaneggia discorsi usati che però non passano mai di moda anche se sono logorati e ancorati a dimensioni frivole. Chissà com'è che ri-capita sempre.
E pur sapendo tutto, ti innamorerai. Già lo so.

Scalza

28 ottobre 2008

Con qualche virgola è meglio




Si sto bene a parte l'arretrato di sonno che accumulo senza mai riuscire a smaltire come le pratiche sulla mia scrivania che si sono già fidanzate più di una volta, separandosi dalla loro destinazione oggetto di una vita che comunque passa anche se qualcosa resta. Come quelli che dopo un tot di tempo che loro quantificano nel giusto e tu non sai dire perchè, ti fanno uno squillo per sapere se hai cambiato numero, ci sei, esisti, parli, vivi, canti, dormi, sogni, ti vesti e ti svesti, baci qualcuno o forse innamorata del mondo resisti a guardare gli orizzonti mentre ti sciogli le trecce perchè la notte è bello restare senza nessun legame.

Ora, questo, lo so.

Scalza

21 ottobre 2008

Doverosi in possibilità


A leggere i giornali c'è poco da stare allegri.
A me, per fortuna, lo leggono perchè ho un c.d.g. e non posso sprecarlo così.
Sono ancora single, devo occuparmi di cose più importanti.

Ad esempio stamattina ero indecisa se mettere il rossetto o il lucidalabbra. Così non ho messo niente e ho la bocca in perfetta nudità.
Potrebbe essere pericoloso, ma non per me.

Scalza