Visualizzazione post con etichetta valigiati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta valigiati. Mostra tutti i post

15 settembre 2012

Siamo nella sperimentazione quando non sappiamo bene quello che facciamo anche se in fondo ne siamo parzialmente convinti.






Oggi sono andata con il mio ex CLB a fare due passi anche se non si poteva ma se non si può io penso che è meglio per chi è ancora nella fase transitoria del vivere e non sa bene che in fondo il potere è solo una questione di possibilità che non medi con la presenza altrui.
Visto che c'era un parco con due altalene formato normale, siamo andati a fare due volate in cielo per forzare quel senso di leggerezza che un po' ci rende liberi nell'apparenza di poter cadere anche se poi alla fine ti tieni bene e cadi insieme a un mezzo che ti sosterrà.
Una finta caduta è quella che ti salverà.

Scalza

16 luglio 2012

Friabilmente considerati nel tot




Chi c'è, c'è. Ma chi non c'è potrà tornare prima o poi.
Per questo lo aspetto sempre.

Scalza

13 giugno 2012

Effettivamente si tratta solo di capire cose semplici



Ho voglia di scrivere, per questo non scrivo.
Mi trattengo come quando aspetti di fare una cosa bella e vuoi godertela fino in fondo.
Certe volte sei stato deluso, le aspettative sono così.Ti aspetti qualcosa che poi arriva diversa o non arriva affatto. Come quando aspettavo che mi chiamasse XXX e poi quando mi chiamava ci restavo male perchè mi ero immaginata parole diverse, meno così e più cosà. Poi ti convinci che il tuo immaginario non è la realtà e sai bene cosa ti aspetta, quindi fai che non aspettartelo più. Ma quello arriva perchè non lo vuoi e in questo via vai finisce che poi ti dimentichi che volevi solo scrivere. Una canzone, una favola, una sceneggiatura, un copione teatrale, un romanzo un pò rosa e un pò giallo, un trattato filosofico, una guida turistica dei tuoi ricordi. Ma  poi ci ripensi perchè in fondo quello che non serve è inutile farlo.

Scalza

1 agosto 2010

Mancati svaligiamenti per futilità (già sedimentata)




I minorenni prima o poi diventano adolescenti. Ti svegliano con una roba in mano che hai centrifugato eccessivamente e quindi non è mettibile con quello stile che non ha niente di fringe che sarebbe già qualcosa. Poi devo un po' litigare e far passare la colpa all'altro come ho sempre fatto. Ribaltoni a cui sono ben allenata, una campionessa, per questo sono ancora single. Non è che ci stia male, altrimenti non ci starei perchè hai quello che vuoi anche se sembra che non ti piace, è proprio così. Alternanze, diminuenze, appartenenze appartate in apparenze differenziate come si fa con la plastica, il vetro, la carta, l'alluminio e gli ingombri. Sono gli ingombri che mi spiazzano. Arrivano senza che me ne accorgo ed essendo ingombri non sempre riesco ad ignorarli, soprattutto se si presentano con sms non richiesti e di uno spessore parlato. Perchè nei fatti avevamo già verificano che lo spessore era millimetrico e quindi non era addentabile con quel gusto che si avrebbe, potendolo fare, ovvio.
E' andata così, poco da dire. Il minorenne quasi adolescente ha la sua roba sostitutiva che lo aggrada, l'ingombro è stato mentalmente eliminato per un probabile riciclo di altri che non sapendolo ingombrante dovranno passare attraverso una verifica esistenziale.
Se ci fosse un sito di opinioni indipendenti sul genere, forse lo saprebbe.
Avendo internet, ovvio.

Scalza

16 dicembre 2009

Effettivati nell'accadimento


Foto: un gentile omaggio di G.


Essenzialmente uno travisa perchè è con-dizionato dalla dizione. Diciamo anche che nel parlato c'è un che nello sguardo che ti aiuta, che poi è anche un tono, una movenza delle mani e del resto che senza alcun dubbio ti spiega meglio.

Questi dialoghi brevizzati dagli spazi cmqizzano troppo che se fossimo molto zen l'essenzialità andrebbe bene perchè colmata dalla percezione ma visto che nella materialità siamo colati a picco, il tutto diventa ascolto troppo personalizzato.

Comunque, per specificare il tutto, basta saper chiedere:

  1. spiegazioni
  2. scusa
  3. alternative (di parole o di fatti)
Oppure, restare ancorati ai ricordi, incapaci di rivedere quello che è stato in un cosa sarà.
Ad esempio, io uso una scatola di legno abbastanza grande. Me l'ha regalata un amico che mi ha detto "mettici dentro i tuoi bijoux" ma io la uso per metterci dentro buoni propositi. Penso che sarebbe d'accordo lo stesso. Trovo che sia in accordo dato che la logistica ed il layout hanno posizionato la scatola sul comò accanto alle tre civette che tanto tempo fa facevano l'amore con la figlia del dottore, poi il dottore si è ammalato e la figlia (del dottore) ha cambiato casa. Mi sono rimaste quelle tre imbalsamate accanto alla scatola dei buoni propositi, davanti uno specchio che per logica ed intento riflette sempre la verità e ogni giorno mi dice che sono la più bella del mio Reale. Ha ragione, il bello è quello.

Scalza

9 novembre 2009

Andirivenire per capire [meglio]

Nell'inverosimile, ci si assimila meglio.

Me l'ha detto qualche raggio di sole fuggito oltre la coltre di nuvole. Era un messaggero di Pace&Amore. L'ho capito da come è arrivato, in quel silenzio proprio che si fa nell'intorno quando un messaggio finalmente arriva.
Erano anni che l'aspettavo insieme a chi, come me, aspetta. Un segno, un sogno, qualcosa che possa farti capire che l'attesa è finita perchè c'è un inizio che si prospetta nell'orizzonte che guardi sempre di più, mentre gli anni passano, le stagioni sfuggono alle regole come certe abitudini sociali di guardarsi prima di andare troppo a fondo in un dialogo.
Abitudini che mi è spiaciuto di dover lasciare, tuttavia, me ne sono fatta una ragione. Soprattutto quando anche qui in ufficio abbiamo cominciato a mandarci e-mail.
Forse perchè lo scritto vale più di una parola che eventualmente si può più facilmente ritrattare per non restare focalizzati in strategie mono-polizzate su coordinate che quasi sempre soprammobiliano gli esseri in quel modo che poi di umano non resta quasi niente.

Scalza

27 marzo 2009

Parole giocate


La leggerezza aiuta a digerire (meglio).
Soprattutto certi fritti misti che cert-uni servono oliandoli tutto intorno come se servisse a non dare nell'occhio mentre te li sbattono in faccia. Al limite potrei, indefessamente, privarli dell'abitudine del consenso assenso.
Ma bisogna che qualcuno rifletta sul senso del mondo che scema, rivoltandosi sempre più in giù. Diciamo che è quel senso di obbligata responsabilità che mi va di ascoltare come se fosse musica per renderla più appetibile come una foglia di insalata. Al limite potrei usare certe amarezze come digestivi o forse eliminare alcune impersonali incertezze che s'aggirano in questi ambiti sospesi. Dove le parole citano fatti personali, sogni e riflessioni già evacuate dal senso nobile del contatto.
Resta la leggerezza, forse.

Scalza

3 marzo 2009

Trapassanti futurità




Se rinasco voglio un contratto migliore.
A parità di quello che non ho saputo fare perchè mi mancava quello che avevo. Di quei talenti sbucciati come certi mandarini che a quest'ora sanno profumare quella nutrita assenza che c'è tra i ghirigori di scarto delle matite temperate di quei pensieri che faccio quando me ne sto qui a masticare emozioni come cicles.
E nel restare sono già andata, come mi dici sempre tu.

Scalza

7 gennaio 2009

Chi dice che non sono capace? [to change]





A me piacciono i fiocchi di neve perchè cadono giù per terra, come altre cose che capitano con cui a volte inciampo perchè guardo più in alto i fiocchi di neve che arrivano e cadono giù per terra, come quelle cose che non raccolgo perchè mi sembrano cattive e brutte predisposizioni.
A me non piacciono le cattive e brutte predisposizioni, perchè sono basse e forse però un po' mi spiace per loro perchè guardano sempre in alto dove i fiocchi di neve volano e cadono e magari vorrebbero essere alzate e lanciate lontano per godere almeno un attimo della leggerezza d'Animo.
Per questo a volte lo faccio.
Mi piace essere utile.

Scalza

16 dicembre 2008

TRACOPIATI (feed)





Il disorientamento ha un suo perchè.
Come quando senti un cellulare squillare in mezzo a una riunione e guardi tutti con quell'aria di non-so-che, che esprime il disprezzo per la dipendenza, moralismi, giudizi, e patapimcoselà.
Poi, ti accorgi che era il tuo, che un minorenne che sta crescendo ti ha cambiato la suoneria e ti scusi mentre chiudi la comunicazione a quell'unico essere umano a cui poi dovrai dare sufficienti e necessarie spiegazioni perchè, nel tempo e nell'esperienza, impari a tenerci a quel minimo di domestica tranquillità.

Sono cose che capitano, si sa.

Scalza

22 ottobre 2008

Riportati al limite




Lo sai che ti aspetto.
Con gli occhi chiusi e questo bisogno intimo di ascoltarti negli spazi atomici che per precipitazione di questo piano terrestre, mi rappresentano.
Lo sai che ti aspetto.
Anche se non te l'ho mai praticamente detto.
Ed è solo un fatto di impossibilità pratica. Lo sai.

Scalza

22 settembre 2008

Buona_nottylità




E poi vorrei sentire la tua voce
, così per dirti delle cose che non contano come quelle ore che faccio indicibili da raccontare a quei chicchessia che mi logorano.
Un tempo mi sarei anche vantata invece oggi mi rammarico di non essere stata contestata.
Sarà che sono diventata un po' meno immatura e quell'impulsività che mi resta, la uso per far battere il cuore mentre cammino nel vialetto verso casa ed è già buio, quando trovo un biglietto sopra la porta della cucina, quando mi sveglio e sento quel buon odore di caffè.

Alla fine, sono le cose semplici che sommano felicità.

Scalza

12 settembre 2008

Paraponzi-pò


Ma ogni tanto bisogna soffermarsi.
Per esempio, sarebbe utile prestare attenzione ai fatti illeciti che governano negli intorni spazio-temporali.
Il Capitano Kirk, James, forse avrebbe operato un distinguo di appartenenza pur circondato da dimostrate alienità. Forse il segreto, è l'avere un'astronave.

Oppure, come dice il CLB, fare un po' di vuoto "posteriore".


Scalza

6 settembre 2008

...e tu lo sai?



Chissà cosa ha pensato quell'uomo che ha messo il primo piede sulla Luna. Se ci è arrivato e poi è tornato giù. Perchè poi che ne sappiamo noi a parte quello che dicono.
Io, neppure c'ero e non lo so.
Ma vorrei immaginare il possibile e considerarlo nell'ottica di un futuro che diventa presente ogni volta che sono qui a pensare che potrebbe essere ed è.

Scalza

3 settembre 2008

Loquaci per difetto (di causa)





Il mio scalz'orologio dice che sono quasi le cinque. Il quasi è affascinante ma anche terribile dipende da quale parte lo guardi o il senso di quella quasità che osservi. Certo che se sei quasi finito sotto un tram, puoi anche festeggiare, ma se avevi quasi vinto qualcosa, è meglio se ti prendi una vacanza.

Il quasi non ama la specificazione perchè secondo me è corrotto.

Scalza