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11 agosto 2020

Affiorati in profondità

Ho avuto dei momenti dove volevo essere unica versione dei fatti. Mi sembrava comodo, pratico e invece ho scoperto che è ***molto*** impossibile. Probabilmente nessuno può esserlo senza rinunciare alla libera espressione perchè in fondo gli altri amano imbrigliarti per sentirsi più certi della certezza che non esiste mai. A me l'incertezza piace perchè in fondo nutre la speranza.

Scalza



23 luglio 2020

Con-divisi

Se consideriamo la lista della spesa, i messaggi, i like, i commenti, le annotazioni sui vari social, i muri abbandonati, le varie parti del corpo, i post-it, possiamo affermare con una certa tranquillità che la scrittura esiste ancora.
Sono solo preoccupata della condivisione per il fatto che evidenzia una certa pochevolezza che ammetto essere determinante alla mia scarsa propensione al chiacchiericcio.

Scalza


1 dicembre 2013

Essere ancora semplicemente Y




Bisogna essere un pò easy, rompendo quegli schemi dove ti rinchiudono per avere il tuo controllo.
Ma io me ne frego, sono easy e molto friendly. Mi piace cosY.

Scalza

10 dicembre 2012

Nessuna contraffazione visibile (il resto non lo so)




Se vuoi puoi restare in una dimensione che esiste dove sarai normale e tutto intorno sarà esattamente come te lo ricordavi. Che puoi mangiare una fetta di pane e marmellata fatta da tua zia, quella che non si è sposata, mentre ascolti una canzone che esce da un tubo catodico non convenzionale. Poi arriva tuo fratello e ti cambia la musica ma non fa niente. Anche quella la riconosci.
Il pane e marmellata vedrai che basterà, a farti capire che sei ancora qui, nella derivata dell'esistenza. Se applichi un semplice calcolo differenziale puoi RE-suscitare quello che vuoi: amore, interesse, convincimento, allegria.. Devi solo studiare qualche regola o al massimo prendi un bel galaxy. Funziona uguale.

Scalza

3 dicembre 2012

Se vuoi una bicicletta e non sai pedalare vendiLa su ebay



Sono diventata talmente schietta che qualcuno schiatta nel senso che inchiatta sulla schiappa e poi schiocca sulla steppa. Alla fine la steppa strizza la schiappa e scappa lo schiocco  *che ringrazia ma*fa da sè. Chi fa da se fa per tre quindi tocca proprio a te.

Buonanotte.

Scalza

20 ottobre 2012

Orientare un litorale mobile



Quando ride R. usa solo le A. Invece G. fa il risucchio usando la I.
Io mi sono ascoltata per due mesi e 13 giorni prima di dedurre che uso quasi tutte le vocali e poi una volta, per spaziare nella spaziatura, ho scelto di usare anche la rrrrr ma mi stavo strafocando perchè ridevo proprio di gusto e dire una consonante mentre ridi non è una roba facilissima.
Il fatto è che mi piace sperimentare. C'è chi pensa che per sperimentare devi avere un laboratorio, gli alambicchi e un microscopio. Lo pensavo anche io e me li sono comprati poi a furia di analizzare le cose microscopiche mi sono resa conto che il macro ha un suo fascino ben preciso.
Come chi ti racconta una fesseria senza esercitare il benchè minimo ritegno. Il ritegno è una cosa che dovrebbero avere tutti come la lingua, gli occhi, le braccia. Lo so che non tutti hanno tutto ma dovrebbero era messo appositamente per prevedere i vari casi. Diciamo che la dotazione base è quella, così dovrebbe essere. Il ritegno, questo sconosciuto, non è più tra noi.
Riposa in pace, Amen.

Scalza

2 settembre 2012

That's all folks



Probabilmente non ci sono altre possibilità per questo poi uno va via. E' come quando aspetti che esce il tuo numero e poi qualcuno ti dice che quel numero è sparito, l'hanno rubato, qualcuno l'ha portato via. Per questo non usciva e la sfortuna non c'entra niente, è un fatto che riguarda l'onestà.
C'è poca onesta. Intellettuale prima di tutto. Per questo poi parlare, chiarire, spiegare serve a poco, quasi a niente. Meglio azzittirsi e restare a guardare il via vai.
E' uno spettacolo che certe volte ti resta anche nel cuore.

Scalza

12 aprile 2012

Form-azione (2)



Puoi anche non credere, è lo stesso.
Per percorsi fatti e interiorizzati nei resume del tuo background, inevitabilmente, sarai portato ad agire. Forse seguendo le sponde dei fiumi, come capita a me, cercando quei segni che hai sognato e poi chissà se li troverai. Molto probabilmente inevitabili solo perchè attenti a scorgere il tuo sguardo che si muove tra le linee di orizzonti già segnati mille volte da chissà quanti passaggi di uomini e donne che hanno pianto, riso, camminato, dormito.

Vorrei solo quello che è utile a me, non ad altri. Nel raffronto proteico che è effimero come quei profumi chimici che neppure il vento riesce a trasportare, lontanto. E' dei fiori che si veste per diffondere ancora, oltre, più in là. Sogni di bambini che non sanno ancora niente della guerra e dei tradimenti che a volte, gli uomini fanno, convinti che nessuno li scoprirà. E poi un giorno come te, me, altri, si trovano lungo le sponde dei fiumi, quasi volando sopra gli argini per timore di violare la bellezza di quel suono che l'acqua fa quando incontra le pietre, le accarezza e poi va. Va oltre, più in là, ancora.

Verso il mare o una pozza dove resta a riflettere il cielo con le sue nuvole bianche e qualche scia di aerei che non si è ancora capito perchè restano. Non hanno niente di poetico ma alla fine per sopravvivere la poesia la trovi anche tra quelle righe che poi sembrano le griglie di una prigione dove non sai perchè sei - finito - sfinito.
Qualche passo e poi più in là, oltre. C'è un pò di vita sempre, sparsa ormai come erbacce.

Scalza

7 marzo 2012

mi abituerò & no




« Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »

Mi abituerò a cambiare interfaccia di ogni programma che uso, del menù sul cellulare che dovrò per forza di cose sostituire, dei programmi della lavatrice nuova, delle lampadine nuove che a consumi energetici ridotti, devi aspettare almeno cinque minuti per vederci chiaro, ma forse è meglio non vederci chiaro. Sarà per questo che devo aspettare. Quel giusto tempo per riflettere se è il caso di spegnere del tutto e girare nel semibuio come una cieca accecata dallo scintillio di troppe falsità, oppure vederci chiaro e poi capire che se non faccio niente come tutti gli altri o sono una gallina o una pecora. Qui nella fattoria degli animali in verità non c'è una grande varietà. Ci sono i soliti porci, le solite galline, troppe oche, vermi che strisciano qua e là.
Tutti così, mezzi così, abituati o forse no, non è vero che mi abituerò a cambiare interfaccia con la mia loquacità, del menù con cui dovrò parlare con esso o quello, dei programmi che uso per fare una cosa o l'altra, dell'attesa di vederci chiaro per ridurre il consumo energetico di quello che faccio.
No, non mi abituerò. Lo so.

Scalza

1 dicembre 2011

Area manovra occupata, grazie



Son le 11.57, lo dico per G. che pensa che scrivo di notte. Io di notte dormo, per fortuna. C'è chi non riesce tanto bene per colpa dei padroni di certi cani che non stanno bene e che andrebbero curati (i cani).
Io e il CLB guardiamo spesso il programma dell'educatore di cani nr. one. Ho sentito anche cose brutte su di lui ma a noi ci piace perchè ha una faccia simpatica. Anche El nino non è disturbato e io mi fido del giudizio del mio piccolo Garfield.
Tuttavia stamattina pensavo che se il titanic affonda, essendo che il comandante è già andato via da tempo, chi salverà i suonatori che continuano a suonare musiche stonate?
Ma forse non è il caso di salvarli, bisogna riflettere prima di partire ai salvataggi.

Scalza

2 febbraio 2009

Avvicendevolmente nei pressi di me




Then, I know.

A me piace una cosa dell'inglese:
che l'io si mette in maiuscolo e questo è indice di soggettività che però si eleva per riportare centralità e consapevolezza.
Si può anche eccedere nell'egoistica appartenenza di un fatto che poi impermeabilizza nell'indecenza di una ricondizionata libertà, ma nell'effettività, ci si impratichisce meglio con la propria e non presunta divina identità.
Il che mi sembra un buon punto di partenza. Poi, all'arrivo si vedrà.

Scalza

11 dicembre 2008

Praticabili per onestà



Vorrei dire tutto quello che non ho detto quando ho fatto quello che non volevo fare, anche se poi l'ho fatto. Per quell'impulsività di una reazione poco pensata e molto agitata. Come certi drink che si shakerano mentre una musica viaggia tra le circostanze di un tempo favorevole dentro un'oliva snocciolata. Senza sorpresa, come certi fatti che scivolano tra le abitudini di un tempo che impera galattico tra il vuoto cosmico concesso dagli animi spenti.
Il fatto è che certe rotondità lunari mi inquietano profondamente, anche se è nuvolo e non le vedo curvilinee senza spigoli, come piace a me. E agitandomi penso a tutti quelli che non sono al sicuro mentre le porte dimensionali creano vortici poco praticabili ma sanabili per una forma di sicurezza esistenziale.
E così, sarà.


Scalza


6 novembre 2008

Beh-andomi

Molto probabilmente è giusto comprendere ogni mio possibile spazio in ogni tuo possibile spazio. In quell'intersecarsi che a volte mi sembra una danza, a volte una rincorsa verso una possibilità deliberata per estrazione di un caso che certi chiamano destino.
E ritrovando immagini riflesse in questi spazi interposti, mi affaccio nella dimensione universale di un tempo dove l'eternità si mostra nella levità di un bacio che hai voluto scordare solo per avere ogni volta la possibilità di ricordarlo, vivendo.

E forse è questa tua istintiva praticità che mi conforta.
Semplicemente o no.

Scalza