25 gennaio 2013

PirotecnicY



Mi ricordo quando ascoltavo John Denver che di inglese non sapevo quasi niente ma mi sembrava di capire perchè la musica ti parla anche se le parole non le sai. E raccontavo delle storie nei cortili a quelli che mi ascoltavano  mentre altri giocavano a pallone e c'erano foglie che cadevano anche se non era autunno. Forse era solo più naturale anzichè naturalizzato, lo eravamo tutti. Poi c'è stato l'adattamento e l'adozione da parte di sistemi che non ci hanno protetto nel giusto valore che ha l'umanità. Resta questa voglia di sognare e di riascoltare di nuovo armonie di un tempo passato che non è però finito. Resta ad aspettare che qualcuno torni a viverlo, sospendendo errori che non hanno niente a che vedere con nuove possibilità.
Parafrasati e instabili dobbiamo solo accontentarci di quegli spiragli che si colgono quando la musica ti parla ancora e ora le parole le sai.

Scalza

21 dicembre 2012

Pensati da Altro



Certi giorni ti dicono che il mondo finisce, poi un altro giorno ti dicono che tu avevi capito male, che volevano dire che era finita l'era non il mondo. Non fa niente.
Io tanto pensavo ad altro.
A quella volta che mi hanno pestato un piede apposta per farmi accorgere di qualcuno che poi ho scoperto che non era molto accorto. E' strano come gli accorti se ne fregano dell'accorgimento degli altri mentre chi non è accorto per niente vuole che gli altri si accorgano di loro. Dev'essere una malattia che ci fa centrifugare quando dovremmo centripetare e vice-versa. Stavo pensando a questo.
Poi mi sono accorta che c'era un pacco che mi guardava sorridendo perchè forse voleva essere aperto.
Ma io pensavo ad altro.
A quella volta che  nevicava e F. mi teneva la mano con quella tenerezza che hanno le cose che si svestono di quello che sei e restano attratte da un senso di unità, dove poi ci sei tu, tua zia, tuo nonno, tuo cugino alla seconda, la tua compagna di seconda elementare che poi se n'è andata via di corsa perchè i dottori gli avevano detto che doveva morire entro un anno e per fortuna, è ancora viva oggi. C'è un senso di dolcezza che perseguita quelli che vogliono restare innamorati anche se nessuno li guarda o forse li guardano tutti ma loro non se ne sono mai accorti.
Perchè pensano ad altro.
A quelle nuvole che passano nei cieli azzurri che anche se fa freddo ti sembra quasi estate e sospiri perchè hai sentito quello che ti ha lasciato il segno e non vuoi mandare via perchè ti piace, è con te, fa parte della tua storia, del tuo modo di avere la tua faccia, le tue mani, la tua ciccia o la tua ossatura sporgente. Non fa niente chi sei e come sei. Tanto stai già pensando ad altro.

Scalza

16 dicembre 2012

Avvoltamente non si scrive mai

Hatcher terY


E' in-credibile nel senso che nella credibilità puoi anche entrare, forse per quell'atteggiamento in-credulo che è un po' tremulo e un po' ostico. L'importante che poi rientri nell'in e te freghi del DE.
Il de mi spaventa sia quando è nei cognomi che nelle parole. Deformati ad esempio fa paura, Demoralizzati mi rattrista, Depositati è noiosissimo, Destrutturati non si sta in piedi.
Preferisco l'IN anche nei cognomi.

Perchè ci sono quelle persone, come ad esempio L., che ti dicono le cose in quel modo che poi resti a pensarci un po'. Perchè nell'in-pulso ti sono piaciute che sembravano un complimento ma a pensarci bene ti stavano un po' sgridando.

Forse era quello di cui avevo bisogno, perchè anche se sono adulta non sono mica ancora cresciuta abbastanza. Qualcosa che mi manca ce l'avrò sempre e spero quindi di avere sempre qualcuno vicino che mi dice le cose che mi servono per non in-dulgere nella dulgenza perchè piuttostamente me ne vado via.
La sera verso le 23.00 passa sempre capitan Harlock con la sua astronave. Un pasaggio è sicuro che me lo dà: lo conosco da quando sono piccola.

Scalza Sempre

10 dicembre 2012

Nessuna contraffazione visibile (il resto non lo so)




Se vuoi puoi restare in una dimensione che esiste dove sarai normale e tutto intorno sarà esattamente come te lo ricordavi. Che puoi mangiare una fetta di pane e marmellata fatta da tua zia, quella che non si è sposata, mentre ascolti una canzone che esce da un tubo catodico non convenzionale. Poi arriva tuo fratello e ti cambia la musica ma non fa niente. Anche quella la riconosci.
Il pane e marmellata vedrai che basterà, a farti capire che sei ancora qui, nella derivata dell'esistenza. Se applichi un semplice calcolo differenziale puoi RE-suscitare quello che vuoi: amore, interesse, convincimento, allegria.. Devi solo studiare qualche regola o al massimo prendi un bel galaxy. Funziona uguale.

Scalza