1 agosto 2010

Mancati svaligiamenti per futilità (già sedimentata)




I minorenni prima o poi diventano adolescenti. Ti svegliano con una roba in mano che hai centrifugato eccessivamente e quindi non è mettibile con quello stile che non ha niente di fringe che sarebbe già qualcosa. Poi devo un po' litigare e far passare la colpa all'altro come ho sempre fatto. Ribaltoni a cui sono ben allenata, una campionessa, per questo sono ancora single. Non è che ci stia male, altrimenti non ci starei perchè hai quello che vuoi anche se sembra che non ti piace, è proprio così. Alternanze, diminuenze, appartenenze appartate in apparenze differenziate come si fa con la plastica, il vetro, la carta, l'alluminio e gli ingombri. Sono gli ingombri che mi spiazzano. Arrivano senza che me ne accorgo ed essendo ingombri non sempre riesco ad ignorarli, soprattutto se si presentano con sms non richiesti e di uno spessore parlato. Perchè nei fatti avevamo già verificano che lo spessore era millimetrico e quindi non era addentabile con quel gusto che si avrebbe, potendolo fare, ovvio.
E' andata così, poco da dire. Il minorenne quasi adolescente ha la sua roba sostitutiva che lo aggrada, l'ingombro è stato mentalmente eliminato per un probabile riciclo di altri che non sapendolo ingombrante dovranno passare attraverso una verifica esistenziale.
Se ci fosse un sito di opinioni indipendenti sul genere, forse lo saprebbe.
Avendo internet, ovvio.

Scalza

31 luglio 2010

Assolutismi & C.




Non ho niente da dire però penso molto.
Penso a quelle cose che a volte mi dicono con un motivo e io invece le ascolto con un altro motivo.
Non vorrei ma capita. Così poi mi ritrovo a vagare strascicando la ragione perchè mi piacerebbe trovare un ragionamento piacevole. Non lo trovo mai ma continuo a provare, prima o poi mi verrà.
Forse è meglio vagare impazzita di felicità per un braccialetto che si illumina di notte e che nel letto guardo come si guardano le cose strane che poi diventano familiari e ti stranizzano proprio in virtù di quell'abitudine che fai. Forse è solo una questione di abitudini che non ho o che dovrei avere ma non ne ho voglia con una parte di me. Quella che adesso NON mi spacca le cyppe. Y.

Scalza

I & me




Era un po' di tempo che volevo dirmelo.
Che in fondo è come stare su una scacchiera. Se sei un pedone in fondo è meglio, non c'è rilievo nella rilevanza e te ne puoi stare anche più accompagnato che in fondo di pedoni ce ne sono tanti quindi anche di possibilità, invece di cavalli e torri ce ne sono pochine e via via che viaggi ti rendi conto che c'è sempre meno di quello che vorresti e vuoi.
Poi forse si tratta di capire che ognuno ha un suo posto che si posteggia dentro quelle righe che a volte sanno anche di recinti ma che confinati servono per restare ordinati, in fondo.

C'è da capirlo ed accettarlo, mettersi delle scarpe qualsiasi oppure la terza marcia perchè devi decelerare visto che davanti qualcuno che frena c'è sempre, provare a cantare una canzone allegra o pensare a come realizzare il video motivante con cui provare ad indurti buone idee per quei sette minuti al giorno che servono a cambiare le registrazioni di pensieri che vanno e vengono risultando a volte un po' eccessivamente andanti senza quel briciolo di qualità che in fondo ognuno vorrebbe. Che perdere una parte di memoria non sarebbe sbagliato.
Era un po' di tempo che volevo dirmelo. Tutto qua.


Scalza

21 luglio 2010

Squalitanti per mancanza di varietà




C'è da provare, a volte. Per capire od essere capiti.
Però certe cose sono strane e la comprensione non è sempre fattibile nella fattualità. Tipo che se ti chiamano dopo tre anni per raccontarti che 4 anni fa convivevano e tu li avevi frequentati nel +1, fattualizzi che la matematica è opinabile nella contestualità ma non nell'effettivismo. Poi forse è una questione di stile, mica ce l'hanno tutti. Certi sono free lance in quel modo che è distonico di atonicità e per evitare di sfracellarsi usano gli altri come air bag.
Per fortuna io ho smesso di air bag-are gli altri già da tempo, per cui bon.
Ma poi non devo esagerare che mi si attorcigliano tutti capelli e mi tocca tenerli arrotolati con la matita lapis che magari mi serve per fare due schemi, due sinusoidi, due schizzi, due cuori vicini-vicini che si toccano e poi diventano uno solo.

Scalza

15 luglio 2010

Identitivizzando l'iosità




E' un po' come rapportarsi con cose diverse da quello che sei. Alla fine un po' di confusione resta e in questa confusione pensi e vai viaggiando senza obiettivi precisi. In mezzo a strade quasi deserte perchè quando c'è il temporale l'aria diventa fresca e nessuno esce più. Neppure una volante per fare una prova del palloncino. Peccato perchè magari potevo fare due parole sul + e sul - che nella moltiplicazione si negativizzano, lo so. Però aiutano a restare distanziati da quelli che sono i veri motivi di quel vagabondare un po' randagi e molto affezionati a certi posti, luoghi, case, cose, odori, baci, carezze, sapori.
Forse un giorno lo capirò.

Scalza