18 gennaio 2012

NewAgeLand 3





Stamattina avevo il mal di testa ma poi mi R. mi ha detto "che avevo perso la testa" quindi ho pensato che anche il mal di testa non poteva esserci ma poi a ben vedere la questione è grave, perchè uno che pensa senza testa non si sa proprio come fa.
Tuttavia l'esperienza mi ha insegnato che un sacco di gente pensa con altre cose, diverse dalla testa, quindi anche io sono come quel sacco di gente che in un sacco stanno e abbastanza stretti a dire il vero perchè siamo un po' troppi per quel sacco. Quindi o ci mettono in un sacco più grande o ci ridanno un po' di teste.
Magari anche usate, così sappiamo che funzionavano quando erano di qualcuno che poi l'ha persa. Così come mi diceva sempre K. che cercava uomini sposati perchè era rimasta un pò delusa da fidanzati con una certa bassa funzionalità, quindi pensava (senza testa ovviamente) che non sapendo sceglierli, se si affidava alle scelte delle altre (che la testa l'avevano) poteva essere una buona soluzione.
Tuttavia bis, ha fatto una brutta fine perchè alla fine un uomo che era sposato  e adesso non lo è più, si è sistemato con lei senza però sposarsi e non funziona per niente perchè funziona con altre che sono sposate ma non con lui. Quindi se non hai la testa è meglio se te ne compri una, o te la fai regalare magari la metti in una lista in qualche negozio e tutti i parenti e gli amici fanno una colletta e ti regalano quella testa che non hai più.
Io forse ho trovato un investigatore quindi me la dovrei cavare.

Scalza

17 gennaio 2012

New Age-land (2)



Sono andata dal mio nat., quello nuovo perchè con il vecchio non mi trovato più. Lui si era fissato che ero così e io mi sentivo cosà, non si andava più da nessuna parte. Praticamente stava curando un'altra me stessa che però non ero io e infatti io non guarivo e neppure miglioravo. Lui diceva che il peggioramento fa parte del miglioramento ma io, essendo ottimista, volevo un miglioramento non uno stand by sulla parte di quello che lo sarebbe stato un giorno ma non si sa quando. Di parzialità ne ho già troppe, voglio interezze, interità, interamente totalizzanti.

Il mio nat. attuale lavora in team, porta il camice e gli occhiali e mi ascolta. Poi mi attacca a un marchingegno e mi dice che sono stressata. Va bene, lo so. Cosa faccio per il de-stress? piscina, corsa, parole in-crociate, biodanza, biopanza, risata stress stop & go, mando un po' di gente a quel paese dove si fanno sempre feste e fondo un bioclub sulla biodiversità bioarmonicamente biosostenibile ?

Sono tempi diversi, io sono diversa. Tutti siamo diversi. Ad esempio una volta io mi iscrivevo nei gruppi per parlare di cose che mi piacevano e piacevano a tutti quelli del gruppo. Si discuteva, infatti si chiamano gruppi di discussione. Adesso nei gruppi si informa che si fa quello e quell'altro, se ti interessa e vuoi aderire o fare i complimenti a quella cosa che hai fatto altrimenti è meglio stare zitti.

Io non mi trovo più, forse mi sono persa. Per questo ho pensato mi serve un investigatore, qualcuno che abbia una bella lente di ingrandimento o un telescopio abbastanza potente. Perchè uno non ci pensa ma può perdere anche di vista qualcosa perchè è diventato troppo grosso, di quell'enormità che poi alla fine non riesci ad evidenziare nei tratti fondamentali. Tipo l'universo, che ne sai che forma ha? lo sai se è rotondo, quadrato, circolare o lineare? Ti sembra che sia così per logica ma la logica si basa sulla conoscenza e la conoscenza a volte è solo una grande ignoranza.

Scalza


New Age-land



Io scrivo quando penso e penso quando scrivo.
Però certe volte parlo.

Ci sono invece quelli che scrivono, tipo Fabio Volo. Mi hanno detto che vicino a dove abito vive il suo gosth writer, io non sapevo neppure che esistessero. Poi mi hanno presentato una che scrive poesie su ordinazione. Tipo tu vuoi scrivere una poesia a tua nonna e lei ti scrive la poesia per tua nonna come se l'avessi scritta tu. Ha solo bisogno di una foto e che gli parli di tua nonna. Io non riuscivo a crederci ma lei era seria e così ho finito per fare due ricerche. Ho scoperto che Fabio Volo ha diversi gosth writer che quasi sempre, abitano vicino a qualcuno che ha scritto questa cosa. Non so se l'ha pensata o l'ha sentita, tuttavia l'ha scritta.
Così ho deciso di andare in biblioteca dove ho donato tre miei quaderni di astroenergia e ho chiesto se me li prestavano per leggere come se non fossi io anche se ero io. Se ci sono gosth writer ci sono anche gosth reader no? Tuttavia quel giorno là che ero gosth, mi hanno detto che non li avevano, che li avevano persi. Certo, ci sono rimasta male e certamente non ne porterò più di altri, magari porto qualche gosth book, ma già che c'ero ho chiesto il libro di Volo.
Non ho letto tutto, io sono abituata a leggere roba invisibile, il gosth mi fa paura. Però non credo che sia vera la storia del gosth writer, al massimo qualcuno gli ha corretto due errori perchè in fondo gli orrori sono rimasti.
Forse è solo una scusa quella di dire che ci sono finti scrittori per dire che i finti lettori sono lettori veri e non è proprio assolutamente cosi. Che poi sono finti lettori o semplicemente acquistatori veri?

Scalza

Rime



Mi ricordo Alcune cose.
Altre le ho dimenticate.
Sono infastidita da chi cerca di sconfinare nel mio entusiasmo perchè mi vuole vedere infelice. Non divento infelice così come vorrebbe ma resto infastidita. I fastidi sono quelle cose che non è che ti impediscono di vivere ma un po' ti frenano. Come se vuoi correre e qualcuno ti dice "metti queste scarpe che sono perfette per correre" e tu ci credi, cioè ti sei presa per buono qualcosa che poi si rivela essere fastidio, perchè quelle scarpe là, in realtà non vanno bene per niente, anzi, pesano quanto tre persone uguale a te, così fai fatica, muovi dei passi trascinandoti il fastidio. Certo, basterebbe toglierti le scarpe solo che questa cosa mica la sai. Potrebbero essere dei guanti, gli slip, la maglietta, il reggiseno, la pinzetta con cui ti fermi il ciuffo ribelle. Se lo sapessi te li leveresti ma non lo sai e continui a strascicare il peso, cercando di mantenere alto l'entusiasmo che però, è quasi normale, è smorzato e ammazzato dal fastidio che non solo pesa, ma nel tempo soppesa e sospesa ogni tua abitudine e ogni tuo pensiero. Finisci per restare così. Seduto perchè appesantito.
Mi ricordo. Alcune cose.
Altre le ho dimenticate.

Scalza

9 gennaio 2012

HB (come un lapis un pò spuntato)




Si tratta solo di ripartire e riconsiderare i termini che sparsi per casa se ne stanno a raccontarti di te, di quello che hai fatto, di quello che sei stato. A volte anche come non volevi o non potevi, ma comunque sempre nella realtà di quello che potresti raccontarti allo specchio, senza nessuno che sente, nessuno che vede. Anche di quelle rughe che non nascondi perché ti piace ricordare che hai vissuto già, abbastanza completamente, tutto quello che poteva arrivare fino a te, nei confini della pelle, a volte più profondamente. Nella vitalità di un cuore che non ha mai smesso di battere, soprattutto quando si trattava di cose pratiche e concrete come quegli abbracci che puoi raccogliere come i gomitoli di lana che il gatto sconfina per la casa, cercando il bando di una matassa che non c’è. Come quelle verità che inseguivo quando non sapevo che erano loro ad inseguire me, quindi era come scappare. Poi, un giorno che il fiume cantava più del solito e le nuvole erano sparpagliate nei cieli tra i raggi di sole e i sogni dimenticati di quelli che poi s’inventano brutte storie per dimenticarsi di quella delicatezza che possono avere solo le cose semplici e buone, mi sono fermata. C’era un airone che volava basso e un bambino che mi guardava. Oggi è più grande e io lo amo profondamente. Come amo me, innamorata della mia stranezza, del mio essere quello che sono, niente di più. Come amo chi mi ricorda la Vita, ogni giorno di più.
Per sempre, è tutto quello che ho. Rivoluzioni solari a parte.

Scalza