
Se mi ricordassi sempre di dire quello che ho pensato, forse sarei già morta.
Per fortuna la mia memory card è labile, sottostante al desiderio che ho di vivere senza soccombere alle giornate fritte in padella per nutrire quell'esigenza che c'è.
Di esserci a tutti i costi, di ripetere versi consumati come quei cicles che mi passavano in bocca liberamente, senza pensare che in quel masticamento c'erano pensieri fatti e digeriti.
Era più facile, meno distinguibile di quello che oggi è il finto perfezionamento a cui vorrei non appartenere per esigenza di naturalità.
Per fortuna, esisti anche tu. Che come me sogni ancora, viaggi in sospensione senza esserci troppo, senza spingere in quel modo artificiale che ti renderebbe affintato nei gesti e nell'espressione dell'affettività. Biologicamente dovrebbe essere preferibile dirigersi verso la vitalità. Chissà perchè non capita.
Scalza