12 maggio 2009

Candydy





E parlando dici e non dici.
E facendo, fai e non fai.
E restando, ci sei e non ci sei.

Per fortuna E* mi ha detto che quando i colori si ingrigiscono basta usare un po' di sbiancante che ti candeggia e ti riporta nella chiarezza di un colore naturale, fresco, pulito.

Scalza

11 maggio 2009

Ipotesi ragguagliate in fattarelly

Una volta mi piaceva litigare. Era come confermare quel senso di appacificata realtà nella scusa di un abbraccio più intenso.
Adesso, non più. Forse per quell'interruzione che si crea tra quel che penso e quello che so. Nella distrazione che c'è in quella perdita energetica che poi diventa pioggia, sempre, ma non nutre niente, mai.
Così ho imparato a stare attenta, evitare, girare al largo, opportunizzare sul bello e il brutto non sceglierlo mai. E' davvero parzializzante ma mi piace così.

Scalza

8 maggio 2009

segretare immensità





E' come quando hai voglia di fare una cosa e non puoi. Certe volte capita che la fai lo stesso e te ne freghi di quei veti che c'erano solo per proteggere il nucleo essenziale di quel qualcosa che non può convivere con le voglie che fanno parte di te, di quello che sei.
L'importante sarebbe avere una forma di rispetto per te, per chi c'è.
L'importante sarebbe lasciare che il senso di libertà si liberi perchè rinchiuso non serve a nessuno, a niente e un po' offende quei sorrisi fatti solo per sopravvivere mentre tutti cercano il tesoro alla fine di quegli arcobaleni che adesso sono circolari, sparsi in cielo ma senza collegamento con la terra.
Ci sarà un perchè, un caso, una ragionevolezza che poi diventa pratica e si normalizza in quella innaturale espressione che diventa quello che una volta era pura e semplice umanità.

Scalza

6 maggio 2009

Liberamentari

Se mi ricordassi sempre di dire quello che ho pensato, forse sarei già morta.
Per fortuna la mia memory card è labile, sottostante al desiderio che ho di vivere senza soccombere alle giornate fritte in padella per nutrire quell'esigenza che c'è.
Di esserci a tutti i costi, di ripetere versi consumati come quei cicles che mi passavano in bocca liberamente, senza pensare che in quel masticamento c'erano pensieri fatti e digeriti.
Era più facile, meno distinguibile di quello che oggi è il finto perfezionamento a cui vorrei non appartenere per esigenza di naturalità.

Per fortuna, esisti anche tu. Che come me sogni ancora, viaggi in sospensione senza esserci troppo, senza spingere in quel modo artificiale che ti renderebbe affintato nei gesti e nell'espressione dell'affettività. Biologicamente dovrebbe essere preferibile dirigersi verso la vitalità. Chissà perchè non capita.

Scalza

3 maggio 2009

on my way




Quando sarò andata via, ti ricorderai ancora di me?
O resterò nel vento di quei pensieri che fai e ti spettinano quel finto ordine con cui pieghi le frasi fatte e i perché a cui rispondi solo per non lasciare aperte delle considerazioni con cui potrei accostarmi più vicino ai tuoi sogni, battiti, respiri, sapori e altro che c’è.
E se ci fosse una fine, che cosa vuoi che faccia? Vuoi vedermi danzare tra le gocce di pioggia e il profumo di quei fiori che cadono perché sono sfiniti dell’amore che hanno già dato a tutto quello che arrivava e poi andava via, come le nuvole quando i raggi di sole le abbracciano forte, intensamente come fai tu.
Quando vai via e vuoi che io mi ricordi di te, in quei pensieri che fai mentre guidi e poi torni perché non sai restare dove sei. Vorrei vederti scendere come la neve senza rumore sulle mie labbra, sul mio cuore, dentro fino più in fondo di me che aspetto questo momento ogni volta che arriva e poi va via perché non sa tornare senza andare e farsi ricordare per tutto quello che è. Sempre.

Scalza