29 gennaio 2010

Spot




Travisare a volte è meglio che capire.
Soprattutto quando ti hanno detto una cosa bruttina e tu, per quella forma di ottimismo che sostiene il buon umore, hai capito che era bella.
Cioè, la travisatura, se capita, spiega molto di un essere umano. Tuttavia denota una scarsa capacità di comprensione del Reale.
Certe volte, in ogni caso, la travisatura è indispensabile.

Scalza

28 gennaio 2010

Ensamblè

Probabili attaccamenti mentali

I sondaggi sono importanti quando vuoi capire una cosa che non hai capito perchè fondamentalmente non vuoi capire.
Si tratta di un conflitto, poi se dormi poco e non sei abituato a dormire poco, i conflitti diventano rumori nel cervello che ti infastidiscono. Per evitare righellate che non ho la forza, sono stanca, ho deciso quindi di zittire il ticchettio della tastiera di R. mettendogli davanti una pila di documenti da smistare, pinzare per gruppi omogenei, spuntare da report elencativo e archiviare in faldoni azzurrevoli, come quel principe che vorrei avere qui per spaccargli la faccia.
Ne avrei ragione, sarei anche sostenuta, se facessi un sondaggio confermerei questa mia idea.
E mi approverebbero maschi&femmine.
Però il mio sondaggio di oggi sarebbe differente, in fondo che mi frega di menare il principe azzurro, neppure lo conosco, non so chi è, non posso farlo.
Mi piacerebbe capire altro, cioè se assomiglio a una persona perchè ieri F. ha detto che ci somiglio ma io ho pensato nun me somiglia pe' niente! però ho fatto buon viso a cattivo gioco, perchè farsi vedere nel pensiero è una roba impegnativa, ci va tempo, spazio, luoghi, altro.
Solo che per fare questo sondaggio dovrei bloccare il flusso lavorativo e non mi pare il caso. Così nell'attesa di momenti più opportuni pensavo ad un altro sondaggio, però ho paura di farlo, perchè in fondo mi diverto ma forse non dovrei divertirmi, dovrei riflettere.
Tipo scrivere sul blog, mi prende del tempo ma è un tempo che guadagno perchè poi mi scarica come se fumassi una sigaretta ma io non fumo e quindi non posso scaricarmi così. Forse dovrei trovare uno scarico più adatto, più consono alle questioni che tratto.
Non so, potrei sondaggiare questa cosa ma poi se viene che è meglio smettere di scrivere sul blog magari ci resto male, divento triste, lunatica in fondo lo sono già. Boh non so.
Alla fine oggi è meglio se non sondaggio un cavolo.


Sfogatoi


Oggi è così. Mi va di modificare il già fatto.
Di solito giro la pagina ma ho capito che devo imparare a rileggere quello che faccio, per capire cosa ho fatto perchè spesso lo faccio ma non lo so. Come usare sfogatoi, si lo faccio.
Forse tutti, non lo so. Certi usano amici che sono trait d'union invisibili con persone che vorresti far evaporare in alti luoghi e località. Ma questa cosa non va bene, bisognerebbe spiegarla però poi è vero, è un po' noioso e molto probabilmente non servirebbe a niente.
Perchè senza testa si nasce, è un difetto cronico e genetico. Non si può cavare sangue da una rapa, se è un rapanello anche se avesse sangue non ti basterebbe a niente e se fosse una volpe direbbe che l'uva è acerba solo perchè la volpe spesso è troppo bassa. Di altezza e di moralità.
Il che non è un mio problema come direbbe R* che tutto&sommato è l'unico che quando chiamo urgentata dalle mie emergenze soggettive ancora mi ascolta, riflette e poi mi dice quello che pensa realmente. Per questo gli voglio bene.



By_pass

Per fortuna so decontestualizzare abbastanza ma non troppo. Se fosse troppo sarebbe fuorviante e se fosse poco potrebbe darmi qualche problema.
Ma è come per ogni cosa. Ci va sempre un "abbastanza".


Scherzature


Riflettevo sulla felicità. Che spesso ti fa muovere incautamente perchè accentua quell'entusiasmo che spesso si accende esplosivo. Tuttavia le giornate che uno dorme poco viaggiano seguendo un profilo che non aerostatico giacchè scema ingiùendo verso il basso o bassificando più in giù. A volte è solo un rimambimento utile a dimenticare, a volte è un malumore difficile da gestire.
Il che spesso condiziona, insegna quasi mai.
Per la cronaca doverosa, oggi sono rimambita. Per questo il CLB mi ha appena fregato.

Scalza

27 gennaio 2010

Anche se mi vuoi bene




Comunque mi sono preoccupata lo stesso.

Perchè R+ l'altra sera non mi ha salutato e io me ne sono accorta solo quando sono arrivata a casa e mi sono aperta un succo di frutta al mirtillo che poi mi è caduta una goccia sopra la maglietta bianca e ho pensato che forse non se ne sarebbe andata via. Così mentre mi toglievo la maglietta per lavarla subito mi sono ricordata [a me stessa] che la mia lavatrice non funziona tanto perchè anche se la carico di additivi e foglietti vari, mi mischia tutti i colori che se fossero carte andrebbe bene se per caso uno però deve giocare. Come quella volta che per scherzare ho fatto una mano di briscola con R+ che però poi ho perso e lui rideva in quel modo che poi m'è venuto il nervoso. E nel ricordare quello, mi sono resa conto/ricordata che non mi aveva salutato e ci sono rimasta male.
Quindi l'ho chiamato per dirglielo. Sia di quella volta delle carte che del saluto mancato.

Secondo me è meglio dire le cose anche se non serve a niente. Infatti R+ non ci ha capito niente e ha pensato che mi fosse successo qualcosa di grave. Invece non mi era successo niente solo che mi andava di essere specificativa. Perchè non voglio che capiti mai più.

Scalza

Isoquantici




Oggi mi sento produttiva, quindi lavorerò meno di ieri.
Di solito è cosi, compenso il sentire con un fare, mi rende più docile agli eventi e praticamente connessa con una libera socialità.
L'importante poi è imparare a capir-si più che capir-e. Ad esempio sapevo che A§ sarebbe tornato ad essere mio amico. Lo sapevo perchè me l'aveva detto S.
S. mi sta aiutando molto ad essere più semplice in quanto:
1) ho scelto di ascoltare il suo punto di vista
2) evito di pensare oltre quel punto di vista
3) aspetto di vedere nella praticità se il suo punto di vista è ben orientato.

Essendo che ha sempre ragione, faccio che ascoltarlo. Così risparmio energie e posso usarle per fare altro, tipo righettare L. oppure righellare R.

Scalza

26 gennaio 2010

Wait




La paura in fondo serve.

Un po' tutto a dire il vero, anche la mancanza di voglia di lavorare o di sentire qualcuno che però magari ha voglia di sentire te, solo che certe volte uno ha voglia di starsene un po' assolato.
Se ci fosse un'amaca tra le piante amazzoniche dell'ufficio forse dondolerei meglio quei report che devo fare ma non faccio subitamente. Rimandando questioni illusorie che però mi appaiono nell'immediatezza emozionale quasi urgenti.

Come rispondere subito alla mail di M* che mi ricorda di una me un pò diversa, di quei modi che sono rimasti a dominare sulla praticità che si incontra quando si è quello che si è. Senza quelle cose inutili che anche se abbelliscono alcuni momenti poi alla fine ti fanno perdere.
Perdere è un concetto utilitaristico, lo so. Del resto gli studi mi avranno condizionato un po' anche il pensare, per fortuna. Perchè un po' quel vizio alla filantropia incondizionata mi ha spesso dissanguato. Che va bene se sei uno che delle risorse non sa che farsene.
R* mi ha detto che io un po' sono sempre stata così, quindi era naturale che gli altri prendessero quello che non valutavo e poi è un po' inutile lamentarsi dell'uso che se ne fa di quello che sarebbe tuo.
Poi forse la proprietà è un concetto che prima o poi sparirà ma dovremmo essere tutti ricchi o poveri uguali. E' la diversità che si pone come limite penso o forse è il limite interiore di capire la diversità nella quantità di cose che si hanno e si possono mostrare.
In un modo direzionato a cose che si pensano importanti perchè a ben vedere si può mostrare praticamente qualsiasia cosa. Anche l'innamoramento per dire, se uno ce l'ha ovvio.
Oppure l'invidia, la lifting-atura, la magrezza, il colore dei capelli, l'intelligenza, la maleducazione, la lucidità. Tanto per citare alcune cose che mi passano per la testa, ma nella testa alla fine passa tutto. Qualcosa va via, qualcosa rimane.

A suggerire un percorso, un incipt per un dialogo con chi forse incontrerai in una pausa pranzo, in una telefonata, in una visita medica. E quell'incipt l'avrai pensato perchè molto probabilmente anche se viaggi estemporaneo, un progetto ce l'hai, sai dove vuoi arrivare.
E se lo sai, ci arriverai. Guidato dal credere in te stesso come nella Vita che certamente qualche informazione in più ce l'ha, su di te e quello che hai.

Anche la paura guida. A volte è un blocco, che ne so. Uno ha paura di innamorarsi perchè tanto di fregature ne ha già prese ed è come quando da piccolo ti dicevano se per regalo volevi una figurina e nell'album le avevi tutte tranne il numero 83 + una scatola di doppioni di cui non sapevi che fartene perchè tanto il numero 83 non l'avevi vinto mai, trovato mai, scambiato mai.
Quindi alla fine rifiutavi perchè non ti servivano altri doppioni, ne avevi la scatola piena. Se fossi stato più entusiastico e meno condizionato dall'esperienza forse il numero 83 l'avresti trovato.

Alla fine è un fatto semplice che non devi trascurare di te. Quell'esperienza che già fatta tornerà nel tuo pensiero a farti vivere di nuovo quello che è già stato.
E sarai molto probabilmente incapace di vedere che i numeri 83 esistono ancora, perchè i numeri esistono tutti, è un fatto logico.
La logica mi piace, perchè ti suggerisce un pratico buon senso che puoi applicare con una certa semplicità, senza tante complicazioni. Tipo che al fondo dell'album c'è un indirizzo a cui scrivere, mandando una cifra X per richiedere quei numeri che non hai. Ha un prezzo, vero. Ma alla fine cos'è che non ce l'ha?

Certe volte il prezzo è una questione monetaria, altre volte no. Spesso è un fatto emozionale di contrasto con quello che vorresti in quello che hai. Superata quell'onda puoi accomodarti su una tavola da surf più comodamente e lasciarti ondeggiare in quelle sensazioni quotidiane che sai già di te. Piccole cose che ti accompagnano. Certe volte restano e diventano parte di te.

Non so, era solo per scrivere qualcosa perchè ho sonno e non ho voglia di lavorare.

Scalza