8 ottobre 2009

Bruschetta & Y


Che poi ieri quando mi ha detto "sono preoccupato" un po' mi sono preoccupata anche io. Perchè quando vuoi bene a qualcuno, se si preoccupa, tu pensi che ci siano cose gravi&importanti anche se sai che quello che si preoccupa di solito si preoccupa anche per cose piccole&inutili.
E' un fatto di affetto.
Perchè si ama quello che va via perchè ti dava tensione, più che attenzione. E' una cosa ovvia che un giorno capirò più di quel meno che c'è.

Per adesso mi limito a registrare agli atti dei fatti di affetti che la preoccupazione a volte è il trovare nell'opposto quello che fondamentalmente era giusto anche dalla parte proprievolizzata.
In quel caso la preoccupazione credo che sia fondamentale nel cercare di capire se c'è stato uno spostamento di chi ha rilevato la mancata opposizione o di chi la ricevuta per finta perchè poi alla fine opposizione non c'era.

Forse semplicemente possiamo andare d'accordo anche se siamo diversi? Beh.

Scalza

Riorganizzati orig-amantevoli proprietevolità


Tutto questo connetti-disconnetti mi ha un po' fiaccato.
Quindi sono andata da L* e ho comprato una matita rosa con sopra un maYale che fa "ciao" con sopra scritto Friends.
Forse perchè gli amici sono tutti (in fondo) un po' mayali.

Non so.


In ogni caso voglio essere preparata all'influenza suina. Mi sembra una cosa carina, come quando mi vengono a trovare e lo so e non mi trovano in slip e maglietta che giro cercando quegli appunti che avevo conservato perchè erano importanti e non li trovo più.

A volte chiamo A* che è anche detto "segugio" e lui mi dice "guarda là" e non so come fa perchè effettivamente quel là mica sempre sa se c'è e dov'è. Tuttavia ci prende, che mi importa come fa. A ben vedere quello che conta è l'effetto della pratica praticità.

Il resto và da se.

Scalza

1 ottobre 2009

Fasualità in riporto (di 2)




Lasciando perdere il deriso appuntamento con destini che non m'appartengono, devo ammettere che l'ilarità resta la principale componente di un sano approccio al vivere circostanziato da fatti & misfatti che porterebbero a non accantonare [negli angoli] individui come quegli straccetti che mi erano apparsi così carini quando li avevo provati nel negozio e poi, non m'ero ritrovata più.
Forse perchè certe ingentilite commessYne sanno come fare ad imbambolare la mente e confondendo le acque mentono e spudoratamente guidando il tuo vedere al desiderio che hanno di rifilarti qualcosa.

E' anche comprensibile visto l'andamento economico delle cose.

Forse perchè gli specchi che usano in questi posti sono malignamente magici, come quello che usava la matrigna di biancaneve che diceva "sei bella, bella, bella-a-a-a-a-a-a" fino a quando biancaneve è cresciuta. Che se vogliamo proprio fare delle filofiabologia, potrebbe essere come quella pettegola della signora consapevolezza che alla fine te la trovi davanti a te, sul pianerottolo di casa tua a raccontarti delle cose che non vorresti sentire e che invece devi ascoltare perchè nel rimasuglio di quell'equilibrio che ti è rimasto per quell'aperitivo di troppo fatto solo per smorzare la tensione, le chiavi nella borsa non le trovi più.

E non trovi più tanta di quella roba che alla fine un po' ti arrendi intrappolatamente e ascolti la pettegola farti l'elenco delle cose che non vanno, che si dovrebbero, che potrebbero se non si fosse affossati in quel clichè che assomiglia sempre di + a un solco. Come quelli che c'erano sull'LP che avevo prestato a R* che poi me l'ha restituito che saltava - proprio- in quel punto che mi piaceva tanto e quindi il piacere era scemato via.

Se poi il piacere scema uno fatica, anche concentrato, intendo. In quel bon, basta, va bin che diventa abitudinario al punto che lo dici anche quando resti, ancoreggiando giusto per non sentire il peso di quel dubbio che alla fine resta, resistendo.

Forse è la [quasi] luna piena. Sarà così.

Scalza

18 settembre 2009

Emotional Moon Phase




Ieri mi sono un po' stupita e un po' no.
Restando sospesa a capire se l'emozione è un percorso di abitudine o di scelta. Che se per caso abituo non è tanto credibile agli effetti di un cuore che si muove alla ricerca di quel vero che poi scontro senza incontrare.
E nei baci dati, quanti davvero ne ho ricevuti? Ma se ne ho ricevuti, li avevo dati veramente o no? Certe volte ho avuto il sospetto di baciare me stessa per mezzo di un altro. Può capitare, c'è poco da fare. Se poi incontri chi è uguale a te, diventa tutto più semplice, facile. Anche da dimenticare.

Sono domande stupi(t)e, me ne rendo conto.
Forse fanno parte di un illogico atteggiamento immaturevole che si adagia di tempi che ormai liberati dall'effetto di relazioni stabilmente contrattualizzate su atti e fatti, muovono come il cuore, alla ricerca di quel vero che poi scontro senza incontrare.

Però mi piacerebbe.
Incontrare senza scontrare, abbracciare senza fuggire, baciare-baciata dall'aspetto emozionale di una scelta condivisa. Di me e qualcun altro.

Boh, che ne so. Sarà la luna nuova, settembre, certi sogni, altro.

Scalza

15 settembre 2009

Off Shore

Iniziare la mattina cercando di respirare mentre qualcuno incalza un monologo che sfiora la pazzia in quello spazio vitale minimo che fa distinguere la tua identità dal RdM (resto del mondo), è una cosa che lascia un segno interiore che solo un cicles riesce a s-cancellare.

Per fortuna ne ho una scatola piena nel primo cassetto della mia scrivania.
Il primo cassetto è quello dotato di chiave.

Poter avere uno spazio chiuso a chiave è sempre importante, me ne rendo conto ora. Tipo il cuore, per esempio. Non so, una volta mi innamoravo più semplicemente.
Adesso mi capitano cose strane, quindi resto distratta.

Però mi piacerebbe innamorarmi di nuovo, sentire quel cenno di minimo trasporto in grado di farmi passare sopra le mille cose che non vanno bene. Invece al massimo resto attratta, magnetizzo un po' e poi voilà.

E' una cosa terribile essere magnetizzati perchè ti senti sempre appiccicato, sfinito, asfissiato. Praticamente ti smagnetizzi per un senso naturale di respirazione.

Comunque ho deciso che quest'anno mi fidanzo. Ce la devo fare. Ne ho anche parlato con A* che mi ha detto che forse non ce la faccio a fidanzarmi con una persona sola. Però io sento che ce la posso fare.

Come quando dovevo nuotare nel lago e avevo paura. G* diceva che non ce l'avrei fatta e C* diceva che ce la facevo. Praticamente è stato G* a farmi vincere la paura, non C*.
Perchè uno si immagina che gli amici sono quelli che ti sostengono ma quando non sei tanto semplice, un sostegno è come una briglia che alla fine t'imbriglia e si sa bene che a briglia sciolta ci si muove meglio. G* era un amico, anche A* lo è.

Per questo ce la farò.

Scalza