La questione che mi rende parzialmente connessa con quel grado di confusione abbastevole a rendermi ai più incompresa, è dovuta a tutti quelli che si fissano, creando moti rivoluzionari collettivi per s-cancellarmi da quell'universalità di cuori che invisibili mi amano semplicemente per quello che sono. Io li amo lo stesso, come i piccoli moscerini che passano.
Non c'è due senza tre, il quattro viene da sè, il cinque lo segue e poi non lo so. Però se uno smette di contare forse non è più importante capire. Le cose vanno e vengono come le onde del mare, le stelle che cadono, i fiori che volano, le nuvole che passano.
Ci sono cose che non so e vorrei sapere. Altre che so e vorrei dimenticare. Se fosse possibile agire con la relatività dei numeri, ce la farei a compensare entrambe le partite e realizzare i miei desideri.
Ma se il mondo fosse matematico, sarebbe certamente più equilibrato.