9 ottobre 2009

Pluridistinti spostamenti di temporalità




Oggi ho pranzato con A^. Ogni tanto mi capita.

Eravamo seduti a sedimentare gli ultimi eventi miei e suoi ma ognuno per conto suo perchè è meglio. Del resto sedimentare roba di altri può anche essere pericoloso.

Eravamo seduti e guardavamo intorno a noi come capita sempre quando sedimenti. Mentre c'è della musica che non ascolti ma ti guida, come la voce delle sirene che esistono anche se non le vedi più.

Poi si è aperto un varco temporale spaziale su un angolo della stanza e c'eravamo io e A^ a pranzare insieme che mentre eravamo seduti sedimentavamo.
Un po' mi sono spaventata perchè A^ aveva una camicia a righe rosa che non so quanto si addiceva alla mia extradimensione marron.

Forse ingrasserò tanto da sembrare un'ex magra, ho pensato.

E quando gliel'ho detto, A^ ha annuito. Perchè sull'ex-eggiare noi siamo abbastanza istruiti. Io in alcune cose diverse da quelle di A^, per fortuna. Perchè la sovrapposizione va bene se sei un po' innamorato, che ti piaci, che quella fisica vicinanza la sopporti bene perchè la vuoi.
Poi diventa soffocabilità. Va sempre a finire così.

Anche A^ lo sa ma sono io che lo sperimento.

Forse perchè siamo amici e si fa così. Che poi ognuno sedimenta per conto suo mentre va a mangiare insieme e guarda le cose che la gente fa, una signora extradimensionata marron assieme a una camicia rosa a righe che si muove gesticolando chissà che.

Per fortuna ho già quasi digerito. Niente di che.

Scalza

Porcherizzare ammaialaNti

Quella maiala dell'influenza arriverà, insieme al virus porco.

Si, c'è un senso.

Ci pensavo proprio stamattina mentre facevo sette fotocopie per L* che non le sa fare ed usa una posizione contrattuale maggiore per sfruttare me che tanto ormai, non ho più voglia di sfruttare niente e nessuno.

Neppure quelli che dicono cose interessanti su di me che un po' mi dovrebbero lusingare ma poi alla fine penso che sono dette PER ed allora non mi lusingano più. Per niente, ovvio.

Tuttavia se il porco e la maiala si incontrano qualcosa succede, penso.

Essendo che il porcheggio e la maialaggine è diventata una fissa diffusa certizzata dagli usi dei costumi mascherati con cui si dovrebbe anonimare qualcosa che però resta indelebile, come certi marchi che poi alla fine si chiamano tatuaggi solo per farsi PIU' fighi.

La porchite la vedi, la senti, la tocchi e resti ammaialato per un po' come un raffreddore. Però se l'indole è di un sistema immunitario protetto dalla presenza di anticorpi che corpolizzano con pensieri e fatti, l'ammaialamento passa e ti rinforzi ancora di più. Così la porchite passa e non ce l'hai più.

Che si ammaialino pure tutti a questo punto. Magari serve.

Scalza

8 ottobre 2009

Bruschetta & Y


Che poi ieri quando mi ha detto "sono preoccupato" un po' mi sono preoccupata anche io. Perchè quando vuoi bene a qualcuno, se si preoccupa, tu pensi che ci siano cose gravi&importanti anche se sai che quello che si preoccupa di solito si preoccupa anche per cose piccole&inutili.
E' un fatto di affetto.
Perchè si ama quello che va via perchè ti dava tensione, più che attenzione. E' una cosa ovvia che un giorno capirò più di quel meno che c'è.

Per adesso mi limito a registrare agli atti dei fatti di affetti che la preoccupazione a volte è il trovare nell'opposto quello che fondamentalmente era giusto anche dalla parte proprievolizzata.
In quel caso la preoccupazione credo che sia fondamentale nel cercare di capire se c'è stato uno spostamento di chi ha rilevato la mancata opposizione o di chi la ricevuta per finta perchè poi alla fine opposizione non c'era.

Forse semplicemente possiamo andare d'accordo anche se siamo diversi? Beh.

Scalza

Riorganizzati orig-amantevoli proprietevolità


Tutto questo connetti-disconnetti mi ha un po' fiaccato.
Quindi sono andata da L* e ho comprato una matita rosa con sopra un maYale che fa "ciao" con sopra scritto Friends.
Forse perchè gli amici sono tutti (in fondo) un po' mayali.

Non so.


In ogni caso voglio essere preparata all'influenza suina. Mi sembra una cosa carina, come quando mi vengono a trovare e lo so e non mi trovano in slip e maglietta che giro cercando quegli appunti che avevo conservato perchè erano importanti e non li trovo più.

A volte chiamo A* che è anche detto "segugio" e lui mi dice "guarda là" e non so come fa perchè effettivamente quel là mica sempre sa se c'è e dov'è. Tuttavia ci prende, che mi importa come fa. A ben vedere quello che conta è l'effetto della pratica praticità.

Il resto và da se.

Scalza

1 ottobre 2009

Fasualità in riporto (di 2)




Lasciando perdere il deriso appuntamento con destini che non m'appartengono, devo ammettere che l'ilarità resta la principale componente di un sano approccio al vivere circostanziato da fatti & misfatti che porterebbero a non accantonare [negli angoli] individui come quegli straccetti che mi erano apparsi così carini quando li avevo provati nel negozio e poi, non m'ero ritrovata più.
Forse perchè certe ingentilite commessYne sanno come fare ad imbambolare la mente e confondendo le acque mentono e spudoratamente guidando il tuo vedere al desiderio che hanno di rifilarti qualcosa.

E' anche comprensibile visto l'andamento economico delle cose.

Forse perchè gli specchi che usano in questi posti sono malignamente magici, come quello che usava la matrigna di biancaneve che diceva "sei bella, bella, bella-a-a-a-a-a-a" fino a quando biancaneve è cresciuta. Che se vogliamo proprio fare delle filofiabologia, potrebbe essere come quella pettegola della signora consapevolezza che alla fine te la trovi davanti a te, sul pianerottolo di casa tua a raccontarti delle cose che non vorresti sentire e che invece devi ascoltare perchè nel rimasuglio di quell'equilibrio che ti è rimasto per quell'aperitivo di troppo fatto solo per smorzare la tensione, le chiavi nella borsa non le trovi più.

E non trovi più tanta di quella roba che alla fine un po' ti arrendi intrappolatamente e ascolti la pettegola farti l'elenco delle cose che non vanno, che si dovrebbero, che potrebbero se non si fosse affossati in quel clichè che assomiglia sempre di + a un solco. Come quelli che c'erano sull'LP che avevo prestato a R* che poi me l'ha restituito che saltava - proprio- in quel punto che mi piaceva tanto e quindi il piacere era scemato via.

Se poi il piacere scema uno fatica, anche concentrato, intendo. In quel bon, basta, va bin che diventa abitudinario al punto che lo dici anche quando resti, ancoreggiando giusto per non sentire il peso di quel dubbio che alla fine resta, resistendo.

Forse è la [quasi] luna piena. Sarà così.

Scalza