8 marzo 2010

Dear Bruce Lipton



Io lo so che la storia dei geni è una favola, come quella di Darwin perchè un po' di evoluzioni le faccio anche senza evoluzionismo, però al CLB non posso sempre dire tutta la Verità e quando mi porta un diploma di merito per aver partecipato con lodevole profitto al laboratorio delle scimmie che diventano uomini, devo soprassedere e sorridere.
Poi glielo spiegherò, quando le scuole saranno finite e non rischierà più niente di che.

Scalza

7 marzo 2010



Timeline

Ci sono canzoni che quando le ascolto mi portano dov’ero quando le ho sentite per la prima volta. Forse capita a tutti così, non so.
Solo che quando penso e ritorno indietro mi viene voglia di sentire di nuovo la vicinanza con quelli che erano vicino ma poi si sono allontanati per quei fatti normali che la vita porta con se.
Però non lo faccio perché quando lo facevo poi tornavo a ripetere le stesse cose che mi avevano portato ad allontanarmi e questa cosa un po’ mi fa pensare che in fondo non si cambia per niente.
Siamo sempre gli stessi perché forse ci affezioniamo troppo a quello che siamo che in realtà è l’unica roba che in fondo ci appartiene per diritto e nessuno potrà privarcene mai.
Ci penso ogni volta che mi guardo nello specchio e mi sorrido anche se spesso dicono che sono troppo innamorata di me. Ma so che sbagliano perché in realtà semplicemente mi amo.

Scalza

6 marzo 2010

Rifasare assuefattismi altrui




Per un istinto di sopravvivenza sociale, ammaggiorerei la superficialità.
Tuttavia lo so bene, lo diceva sempre nonna R*, il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche se a dirla tutta io di lupi spelati non ne ho visti mai. Quindi sarà ancora più impossibile ed è meglio metterci una pietra sopra.
Sul passato più che sul futuro.
Una volta invece ero au contraire, perchè nella memorizzazione che avevo del visto, proiettavo già coloriture di cose che non avevo ancora visto. In ogni caso so bene che è difficile smemorizzarsi e non intendo dire che non lo faccio, però ci provo.
Ci provo a far finta di niente quando dopo 20 anni incontro qualcuno che poi mi blocca ogni comunicazione con il Resto del Mondo per quasi 3 ore per convincermi di qualcosa che ha deciso di fare. Io non voglio essere convinta, non mi importa di avvallare cose che non conosco, faccio già fatica a farlo con quello che so nei minimi dettagli.
Forse perchè dare la responsabilità agli altri di quelle mezze parole che hai detto perchè volevi troncare la conversazione e tornare ai fatti tuoi, è più facile perchè ti permette di salvare meglio quell'unica faccia che hai con quell'unica persona al mondo che non ti lascerà mai: te stesso.

Scalza

5 marzo 2010

Insaputerie




Alla fine bisogna fare i conti con il tempo e la pazienza. Quando sono finite tutte e due o si conteggia altro oppure non si conta più. Un po' il sospetto di non contare più ti viene quando ti accorgi che le cose vengono dette in quel modo che potresti leggere una lista fatta per il supermercato che però non è tua. A me ogni tanto capita di trovarne in giro, le conservo. Perchè possono sempre tornarmi utili, visto che non riesco a scriverne e mi affido alla mia memoria.
Ma gli anni fanno la loro parte, infatti quest'anno mi sono presa un'agenda che era qui in ufficio, una poco spessa e ho deciso che devo riuscire ad arrivare a fine anno senza dimenticarla, perderla o sostituirla. Per adesso ce la faccio, sono arrivata al cinque marzo e il mio record era di gran lunga inferiore, però poi vedremo. Ho imparato che non si può mai dire l'ultima parola, che spesso chi ha risentimento verso di te non te lo dirà apertamente ma nel comportamento svelerà una stranezza che poi alla fine dei conti, inevitabilmente, te li fai.
Perchè tutto sommato il tempo e la pazienza sono due curve che viaggiano in senso opposto, c'è un modello matematico che si potrebbe fare ma non ne ho voglia, quindi neppure tempo.
Quindi, riassommando i capi del discorso la voglia è il tempo o il tempo potrebbe essere la voglia e se manca tutto ha un senso.
Tuttavia non sempre la voglia può essere conciliata con il tempo, soprattutto di chi vorrebbe il nostro e noi magari di nostro non ne abbiamo o forse sentiamo una pesantezza che cerchiamo di evitare attraverso lo stratagemma della pazienza. Dall'altro polo opposto l'impazienza usa la strategia dell'assillo. E si sa che uno strataggemma non potrà mai innamorarsi di una strategia.
Per questo poi le cose finiscono.
Amicizie, amori, giornate, libri, film, dolci al cucchiaio, arrosti, baci, sogni, risate e tutto il resto.
Finiscono perchè nasce una scissione nell'aver capito o nel non aver capito. Praticamente è la stessa cosa. Forse per questo non conviene parlarne per niente.

Scalza